Brescia, l’attesa deve finire: un’impresa per risentirsi vivo

Romulo, 32 anni: ha firmato l’ultima vittoria del Brescia in campionato, 1-0 a Udine il 21 settembreAlfredo Donnarumma, 29 anni: è il capocannoniere del Brescia con 4 retiA Ferrara contro la Spal è in ballottaggio con Mario Balotelli FOTOLIVE
Romulo, 32 anni: ha firmato l’ultima vittoria del Brescia in campionato, 1-0 a Udine il 21 settembreAlfredo Donnarumma, 29 anni: è il capocannoniere del Brescia con 4 retiA Ferrara contro la Spal è in ballottaggio con Mario Balotelli FOTOLIVE
Vincenzo Corbetta 08.12.2019

Si potrebbe fare finta che nulla sia accaduto, «si è riannodato un filo che non si è mai spezzato» per dirla con Eugenio Corini. Il problema è che, con il cambio e il ricambio lampo dell’allenatore, il Brescia si trova nelle condizioni di non poter più sbagliare. Anche se abusata e persino banale, la partita contro la Spal è una finale. Penultima contro ultima e l’ultima, purtroppo, è il Brescia, lontana 5 punti dalla zona salvezza, e la gara in meno non lenisce la preoccupazione per una situazione da riprendere in mano alla svelta, senza aspettare. Il Brescia non può permettersi l’attesa di chissà che cosa: del mercato di gennaio, dell’esplosione di Balotelli, di un miracolo. Ora è il momento, ora. CONTINUARE a perdere non si può, a non vincere men che meno. Sei sconfitte consecutive sono abbastanza, 78 giorni senza i 3 punti un’eternità. L’1-0 di Udine, datato 21 settembre, deve avere un seguito a Ferrara. E non ci si può accontentare di un pari, almeno a priori. Se verrà un punto attraverso una prestazione gagliarda, come non si è mai visto nell’interregno di Fabio Grosso, si potranno trarre auspici favorevoli. Dunque, la Spal. Soprattutto il Brescia. In questi primi giorni della sua esperienza-bis, Corini deve aver pensato più volte ad affidarsi alla squadra dello scorso anno. Ora può farlo. Adesso ha a disposizione Ndoj e Torregrossa, pedine fondamentali nella cavalcata-promozione dello scorso campionato di B. Ndoj è il perno del trio di centrocampo, con Bisoli e Tonali la chiave di tante vittorie che hanno portato i biancazzurri dove sono ora, tra le grandi d’Italia. Torregrossa ha tutto per essere un attaccante da squadra di caratura superiore: tecnica, fisico, intelligenza tattica. In attacco è l’unico sicuro. CHI AL SUO FIANCO? L’istinto dice Donnarumma, la ragione Balotelli. Il capocannoniere passato e presente del Brescia rappresenta la tentazione coriniana, o presunta tale, di affidarsi a chi conosce meglio nel momento più delicato e senza rete. Balo, invece, è l’uomo in più, l’asso da calare contro una diretta concorrente. Nelle sfide contro le dirette concorrenti, SuperMario ha inciso: a Genova, confinato a lungo sull’esterno, ha tenuto bassa la difesa rossoblù. Quando è uscito, la partita era sull’1-1, poi il Genoa è volato sul 3-1. A Verona, ha colpito un palo su punizione e segnato una rete fantastica, anche se inutile per evitare il patatrac e soprattutto l’esonero a Corini. Giocherà Donnarumma oppure Balotelli, è una scelta comunque con un fondamento. Gli altri crucci di Corini, oltre alla punta da affiancare a Torregrossa, sono il terzino sinistro (Martella o Mateju?) e il trequartista (Romulo o Spalek?). Nessun dubbio sul modulo: la difesa a 4, il centrocampo a 3, un uomo dietro le 2 punte. La retroguardia a 3, finora, è stata un disastro. Meglio non lasciare la strada maestra, soprattutto opportuno ritrovare il coraggio della sfrontatezza, di rischiare l’osso del collo anche a costo di concedere qualche gol. Ma il Brescia deve osare, deve fare qualcosa per uscire da questo pantano. Otto anni in B non sono mai un’abitudine anche per chi, la B, la frequenta da sempre. Tornarci subito è un incubo. Far finta di nulla non si può. • © RIPRODUZIONE RISERVATA