Brescia, feste senza confini Quante gioie nel Sud d’Italia

Così si presentava lo stadio «Rigamonti» di Mompiano la sera del 13 giugno 2010, poco prima dell’inizio della finale di ritorno dei play-off contro il Torino: ben 16.308 spettatori per la gara che sancì il ritorno tra le grandi della squadra del presidente Gino CorioniL’esultanza del Brescia dopo la promozione in Serie A del 13 giugno 2010I biancazzurri sono vicinissimi al ritorno nel massimo campionato FOTOLIVE13 giugno 2010: Beppe Iachini e Gino Corioni  nello spogliatoioLa festa-promozione dell’11 giugno 2000 dopo il 2-2 a Cosenza
Così si presentava lo stadio «Rigamonti» di Mompiano la sera del 13 giugno 2010, poco prima dell’inizio della finale di ritorno dei play-off contro il Torino: ben 16.308 spettatori per la gara che sancì il ritorno tra le grandi della squadra del presidente Gino CorioniL’esultanza del Brescia dopo la promozione in Serie A del 13 giugno 2010I biancazzurri sono vicinissimi al ritorno nel massimo campionato FOTOLIVE13 giugno 2010: Beppe Iachini e Gino Corioni nello spogliatoioLa festa-promozione dell’11 giugno 2000 dopo il 2-2 a Cosenza
Sergio Zanca 25.04.2019

Sono le 20.45 di domenica 13 giugno 2010. Dopo lo 0-0 della finale di andata dei play-off, Brescia (maglia blu con V bianca) e Torino si rivedono al «Rigamonti» per il ritorno. Beppe Iachini non può disporre di Mareco, Budel (squalificati), Saumel e Dallamano (infortunati). E schiera un 3-5-2 con Arcari tra i pali, Bega, Di Maio, Martinez in difesa, Rispoli, Baiocco, Cordova e Vass a centrocampo, Possanzini e Caracciolo in attacco. Stefano Colantuono risponde col 4-3-1-2. Dirige Rizzoli, l’attuale capo degli arbitri. Il presidente Gino Corioni si accomoda in panchina. Cordova colpisce la traversa su punizione e un paio di minuti dopo Possanzini trafigge dal limite il portiere Morello. A metà ripresa, su cross di Zambelli, Ogbonna trattiene Possanzini: Caracciolo trasforma il rigore con una sventola all’incrocio. Nel finale Arma accorciae in pieno recupero Arcari salva il 2-1 su tiro di Gasbarroni. Lo stadio si accende di entusiasmo e la festa prosegue per le vie della città. È L’UNDICESIMA PROMOZIONE in A conquistata dal Brescia, che ha tagliato il traguardo 6 volte in casa e 5 fuori, di cui 4 sui campi del Sud. Un dato beneaugurante per la trasferta di domenica a Lecce, dove, in caso di vittoria, i biancazzurri staccherebbero il biglietto per la massima serie. Il primo volo esterno è datato 21 giugno ’65. A Palermo il Brescia, vestito di blu con la V bianca, si ritrova sotto per un rigore, ma rimediano Veneranda e Maestri (entrambi hanno militato tra i siciliani), operando un sorpasso che consente di ritornare in A dopo 18 anni. Ci sono Brotto, Egidio Salvi, Rizzolini, Mino Favini, Azeglio Vicini, Ottavio Bianchi. Il tecnico è Renato Gei. A Cagliari il 1 giugno ’86 si festeggia nonostante la sconfitta (0-2). Antonio Pasinato perfeziona un’impresa iniziata in C. È il tempo di Aliboni, Chiodini, Bonometti, Zoratto, Gritti. Gli isolani, guidati da Giagnoni, schierano tre ex: Venturi di Desenzano, Occhipinti e Bergamaschi. Arbitra Pairetto. L’1-1 di Piacenza del 31 maggio ’92, con Mircea Lucescu, è caratterizzato dal colpo di testa di Giunta e dalla deviazione di De Vitis. A trascinare i compagni ci pensano De Paola e capitan Bonometti. Tra gli avversari: Gianpiero Piovani. Nel finale i tifosi bresciani scardinano una cancellata e si piazzano a bordo campo. L’invasione costerà un turno di squalifica, scontato nel campionato dopo. Negli ultimi due exploit esterni è la Calabria a portare bene. L’8 giugno ’97, a Reggio, contro i granata di Vincenzo Guerini, termina 1-1: rigore di Dionigi e, un paio di minuti dopo, risposta di Neri, sempre dal dischetto. Il condottiero è Edy Reja. L’11 giugno 2000, a Cosenza, il Brescia di Nedo Sonetti, in casacca bianca, ha bisogno di un punticino. Vien fuori un pacifico 2-2. Nella mezz’ora iniziale doppietta di Hubner, capocannoniere con 21 reti. Per la squadra di Lino Mutti replicano De Francesco (rigore) e Colle. Sei le feste in casa, sempre dalla B alla A. Il 30 maggio ’33, allo Stadium, il Brescia liquida per 5-0 il Grion Pola e centra l’obiettivo con largo anticipo. È la 30ª giornata (su 34). In panchina l’ungherese Gyorgy Hlavay. Sullo 0-0, nell’intervallo, giunge in tribuna, acclamatissimo, il maresciallo Agello, il pilota d’aerei che aveva stabilito il record mondiale di velocità su idrovolanti. Nella ripresa gol di Gibertoni (3’, 20’ e 42’), Frisoni (13’) e Bianchi (33’). LA SECONDA soddisfazione, il 6 giugno ‘43, di nuovo allo Stadium, ma stavolta negli ultimi 90 minuti. Gli uomini di Carlino Beretta, allenati dal ceko Banas, superano per 5-0 l'Alessandria, con tripletta di Martelli (poi scomparso nel rogo di Superga col grande Torino), gol di Albini su rigore e di Romanini. Il 22 giugno ’69, all’ultima giornata, 4-0 al Padova. Reti di Nardoni, Simoni e De Paoli (doppietta), al 31° compleanno. Impressionante il boato del pubblico quando il bomber si avvicina al pallone per battere le punizioni. In panchina Arturo «Sandokan» Silvestri. L’8 giugno ’80 ultimo turno, al Rigamonti. La compagine di Gigi Simoni, che la volta precedente aveva festeggiato da giocatore, prevale per 1-0 sulla Ternana. Piove. Dopo soli 6 minuti gol decisivo di Sandro Salvioni. Un grappolo di palloncini con la scritta «A» viene lanciato da centrocampo. Mircea Lucescu, l’unico tecnico portato in trionfo 2 volte, dopo Piacenza ’92 conquista la seconda promozione il 29 maggio ’94, penultima giornata, 2-1 al Ravenna (doppietta di Ambrosetti). Da ultimo la volata di Iachini. Ora l’obiettivo è la 12ª storica impresa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA