Balotelli, crescita frenata dal prolungato stop forzato

Mario Balotelli, 29 anni, in azione domenica scorsa contro il Napoli
Mario Balotelli, 29 anni, in azione domenica scorsa contro il Napoli
Alberto Armanini 06.10.2019

Ventidue giorni senza giocare non sono il massimo per uno che ha bisogno di minuti, partite e intensità per ritrovare il massimo della forma. A maggior ragione se quell’uno è Mario Balotelli, una fuoriserie con un motore dai consumi non proprio contenuti che ha bisogno di continui e abbondanti rabbocchi di carburante per tenere i giri al massimo. Dopo i primi, evidenti miglioramenti, il rinvio di Brescia-Sassuolo rischia di complicare non poco la sua tabella di marcia. Dopo i 90 minuti di Napoli, il gol dedicato alla piccola Pia, la buona prestazione e i progressi generali della tenuta atletica, MB era pronto a timbrare il cartellino per la terza gara in 10 giorni, magari con un’altra rete e un’iniezione supplementare di buone sensazioni e fiducia. Invece si è trovato costretto - come tutti del resto - a una lunghissima pausa. L’ultima partita giocata è di domenica 29 settembre, la prossima sarà lunedì 21 ottobre. Un’eternità. Certo, in questo lasso di tempo si allenerà quasi ogni giorno. Farà pure un’amichevole o 2 ma le partite di campionato sono un’altra cosa. Lo aveva detto anche lui prima che il rinvio di Brescia-Sassuolo (umanamente doveroso) costringesse Corini e il suo staff a cambiare i programmi d’allenamento. «DATEMI TEMPO, soprattutto datemi partite - aveva dichiarato nell’ormai celebre intervista rilasciata a Dazn il 18 settembre -. Un giocatore ha bisogno di 6-7 gare vere per tornare nella migliore condizione ed essere decisivo». Il pensiero è logico e pure supportato da quei pochi dati che è stato possibile raccogliere nella seconda metà del 2019 di Balotelli. Le 2 gare giocate hanno dimostrato un netto incremento delle sue prove. Increduli? È tutto nero su bianco. Balo ha giocato 180 minuti (più recupero) su 180 con Juve e Napoli, ha segnato un gol, ha tirato 15 volte (sulle 32 totali della squadra), fatto 2 passaggi chiave e un dribbling. Il suo rate prestazionale (basato sulle statistiche rilevate da Opta Sports) è di 7.15. Attualmente è il 2° giocatore per rendimento oggettivo della squadra. Il primo è Sandro Tonali con 7.23. IL MIGLIORAMENTO è evidente anche tra una gara e l’altra. Con la Juve, Balotelli ha chiuso con una valutazione Opta di 6.58. Ci ha provato di più (8 tiri) ma ha giocato una gara più povera di contenuti tecnici, con 19 passaggi di cui solo il 57,9 percento andati a buon fine. Al San Paolo, complice anche il contesto e il secondo tempo in crescita della squadra, ha fatto molto di più. Tanto per cominciare è riuscito a saltare l’uomo. Lo ha fatto una volta ma è sempre meglio dello zero con la Juve. Poi ha cercato di più i compagni, passando 21 volte la palla con una riuscita del 76.2 percento. Oltre al gol, ha tirato verso la porta per 7 volte, riuscendo anche a costruire 2 passaggi chiave per lo sviluppo di altrettante occasioni da gol. Il rating prestazionale? Un ottimo 7.71. Queste cifre dicono che il miglioramento è tangibile, che la stoffa c’è ancora e basterà attendere una migliore condizione atletica per vederla tradotta in gol e punti pesanti. Questo lungo stop non ci voleva. Ma dopo la sosta ci sarà un trittico di fuoco: Fiorentina, Genoa e Inter prima dello scontro diretto con il Verona del 3 novembre. E al Bentegodi ci vuole il miglior Mario possibile. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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