Balotelli, calcio
al razzismo e la
partita viene sospesa

Daniele Gastaldello e i giocatori del Verona convincono Balo a non lasciare il campo
Daniele Gastaldello e i giocatori del Verona convincono Balo a non lasciare il campo
A.A. 04.11.2019

VERONA Senti i veronesi e non è successo niente. Chiedi alla parte bresciana e «qualcosa deve pur essere successo, uno non reagisce a quel modo per caso». Poi butti un occhio al web e ti accorgi che in dieci minuti si è scatenato un caso internazionale: «Cori razzisti contro Balotelli a Verona». No, non è il solito gioco delle parti. E nemmeno un riverbero della popolarità di Mario. Il razzismo, quando verificato, è qualcosa di serio, grave, terribile, va condannato oggi, domani e dopodomani nella speranza che prima o poi venga estirpato.


I FATTI. Al 13’ della ripresa Balotelli interrompe un’azione d’attacco, prende il pallone con le mani e lo scaglia verso la curva del Verona. Il labiale televisivo è chiaro: «Adesso basta». Alcuni compagni lo circondano, altri chiedono all’arbitro di fare qualcosa. Nel frattempo Balo sfila dietro la porta e sembra voler andare verso gli spogliatoi. Una volta convinto a restare - tra tutti è Gastaldello il più bravo a placare le sue ire - la gara s’interrompe per qualche minuto. Tre, quattro, poi si riprende a giocare. Balotelli si vede cancellare il cartellino giallo che era scattato da regolamento grazie al buon senso: episodio storico, non era mai capitato prima nel calcio. La curva veronese invece inizia a cantare «Olè olè olè olè, Mariooo, Mariooo». Sarcasmo a palate per mascherare quei cori o presunti tali. «Non ho paura a dirlo: oggi non c'era niente, nessun buu razzista - giura Juric a fine gara -. Tanti fischi e tanti sfottò contro un grande calciatore, ma niente di razzista. Io ho sentito spesso “zingaro di merda“, tutta Italia va verso questa direzione, ma stavolta non c'era niente». Perché allora Mario ha reagito così? Corini ha la sua versione: «Se si è comportato in quel modo significa che qualcosa ha sentito. E lo ha colpito». Troppo netta quella reazione. Intanto il Verona vince e festeggia. Il web si scatena ma non c’è chiarezza. L’audio di Sky non fa sentire alcunché. I telecronisti non hanno certezze. Gli altri in tribuna men che meno. Pure i giocatori non sono pronti a giurare di aver sentito i buu. «Chiedetelo a Balotelli» suggerisce Juric. Ecco, appunto. Che ne pensa Balotelli? A fine gara Mario non rilascia dichiarazioni. Per volere di chi? Suo? Del Brescia? Non sarebbe stato meglio parlare? Il primo Balo-pensiero è affidato a un post su Instagram, un video per l’organizzazione no-profit «WeAfrica» in cui si chiede #basta con il razzismo. La richiesta è corroborata da Mino Raiola, che posta «Siamo con Mario. Siamo contro tutte le forme di razzismo. Razzisti ignoranti». I veronesi, tra cui il presidente Setti, ribadiscono di non aver sentito quei cori. Solo poco prima delle 20 arriva la notizia: «Gli ispettori di Lega hanno sentito. Erano cori razzisti». E la sera Balotelli si rifà sentire su Instagram: «Le persone di questa curva che hanno fatto il verso della scimmia. Vergognatevi. Vergognatevi davanti ai vostri figli, mogli, genitori, parenti, amici e conoscenti... vergogna». E aggiunge: «Grazie ai colleghi in campo e non per la solidarietà nei miei confronti e a tutti i messaggi ricevuti da voi tifosi. Avete dimostrato di essere veri uomini, non come chi nega l’evidenza». Forza, Mario.


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