Al Brescia non basta
Balo: pranzo di Napoli
si chiude con l’amaro

Mario Balotelli a terra, Sandro Tonali esausto, Dries Mertens rende omaggio a un Brescia indomito ma sconfitto. La squadra biancazzurra ha dato tutto sfiorando il pareggio AGENZIA FOTOLIVE
Mario Balotelli a terra, Sandro Tonali esausto, Dries Mertens rende omaggio a un Brescia indomito ma sconfitto. La squadra biancazzurra ha dato tutto sfiorando il pareggio AGENZIA FOTOLIVE
30.09.2019

Il pranzo al San Paolo dura 101 minuti, effetto dei 4 minuti di recupero del primo tempo e dei 7 del secondo. Ma per il Brescia si chiude con l’amaro. Considerata la caratura degli avversari, quasi automatico l’avverbio «inevitabilmente». Non è così. Il Brescia potrebbe evitare la sconfitta. Che, però, matura per un motivo molto semplice: l’inferiorità tecnica, questa sì inevitabile davvero, nei confronti di un avversario ormai stabilizzato tra le prime 3 in Italia e cliente fisso della Champions League. Il Brescia soffre come martedì contro la Juventus e il risultato è identico sia nella forma (1-2) che nella sostanza. Gioca a testa alta contro una big, ne subisce la superiorità ma senza mai sbracare, senza andare allo sbando. Il crollo non c’è e al San Paolo lo si teme soprattutto perché lo 0-2 arriva a 10 secondi dall’intervallo, al culmine di 49 minuti tinti di azzurro Napoli. Fraseggi stretti, scatti, corsie laterali che il Brescia fatica assai a presidiare e soprattutto a coprire come si deve, avversari che arrivano con troppa facilità nell’area di Joronen. In quei momenti di sofferenza uno deve pensare che il Brescia sta affrontando la squadra che, soltanto una decina di giorni prima, ha schiantato il Liverpool campione d’Europa e che in Premier League è in testa a punteggio pieno. Mica paglia. IL PROBLEMA è che davanti non arrivano rifornimenti. Donnarumma, sin qui uomo copertina con le sue ripetute prodezze sottoporta, si sbatte come un gregario. Ed è un peccato che la metà campo del Napoli resti deserta avendo uno come Balotelli. SuperMario, nel primo tempo, sta isolato a sinistra. Riceve pochi palloni, è spesso lontano dall’azione: il modo migliore per farlo andare al piccolo trotto, per toglierlo dal contesto. Il Brescia del secondo tempo lo asseconda nel migliore dei modi. Con coraggio, con un gioco a tratti brillante anche se convulso e, soprattutto nel finale, non lucido nelle scelte. Ma Balo così è un valore aggiunto: non è solo il gol che, al 22’ della ripresa, riapre i giochi, un colpo di testa in torsione su angolo di Tonali che non dà scampo a Ospina. Se sollecitato, cercato, se al centro del villaggio e soprattutto del gioco, Balotelli è ancor più spauracchio per gli avversari. Sugli spalti i tifosi partenopei in teoria non dovrebbe essergli ostili: la figlia Pia, portata in braccio da papà Mario prima del via, vive a Posillipo e indossa per l’occasione una divisa su misura del Napoli. I FISCHI DI INIZIO gara per Balo si tingono sempre più del colore della paura. Sul 2-0, con gol di apertura di Mertens dopo 13 minuti, Ancelotti pensa alla Champions (mercoledì in Belgio con il Genk). Risparmia uno scampolo a Llorente e a Manolas, perde per infortunio Maksimovic e resta senza difensori centrali. Così Corini aggiunge peso offensivo con Romulo e Matri e va all’assalto fino al 97’. Balotelli e Bisoli sfiorano il 2-2 su punizione di Tonali, l’altro uomo copertina del San Paolo, una spanna sopra tutti anche nei momenti di burrasca, quando il Brescia sembra prossimo al naufragio. Solo il Var gli vanifica la giocata più bella del pranzo a Fuorigrotta, un diagonale dalla distanza al 5’ della ripresa annullato perché l’azione di partenza è viziata da un’irregolarità di Bisoli su Maksimovic. Il Brescia non affonda perché Corini ha un gruppo di qualità, di tecnica niente male per l’obiettivo della salvezza. Il Napoli, però, nella tecnica è superiore, dunque bisogna giocarsela diversamente e si capisce dal primo tempo e, in flashback, da certe fasi della gara con la Juventus. Il palleggio fitto dei vari Mertens, Fabian Ruiz, Callejon, Zielinski, così come martedì Pjanic, Dybala, Higuain, Khedira, Ramsey, parafrasando Corini «manderebbero fuorigiri chiunque». La qualità del Napoli ha mandato in tilt il Liverpool re di Champions. Il Brescia resta in partita, non deve mai perdere il coraggio di affrontare le gare, una priorità acquisita la scorsa trionfale stagione in B. Bene lo sfruttamento dei calci piazzati: punizioni e angoli sono l’incubo di Ancelotti. La speranza è che diventino la sentenza per tante dirette rivali. Possibilissimo. Mica sempre si incontrano la Juve o il Napoli. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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