Addio a Galli,
il portiere che
parava a mani nude

Ernesto Galli (a destra) durante una partita del Brescia: in piedi c’è l’allenatore Azeglio Vicini Galli (a destra) con Beppe Iachini nello staff tecnico del Vicenza
Ernesto Galli (a destra) durante una partita del Brescia: in piedi c’è l’allenatore Azeglio Vicini Galli (a destra) con Beppe Iachini nello staff tecnico del Vicenza
30.11.2020

Sergio Zanca Ieri mattina se n’è andato Ernesto Galli, all’età di 75 anni. Il portierone del Brescia e del Vicenza, ricoverato all’ospedale San Bortolo, nella città veneta, non è riuscito a respingere l’attacco portatogli dal Coronavirus, che è andato a sovrapporsi ad altre patologie pregresse. Originario di Venezia, Galli ha debuttato tra i professionisti nell’Udinese, in C (48 presenze tra il ’64 e il ’66). Il presidente della Spal Paolo Mazza lo ha portato a Ferrara, facendolo esordire nella massima serie il 6 novembre ’66, contro la Juventus di Gigi De Paoli, Anzolin, Del Sol, Menichelli, Castano, Favalli. Risultato: 1-1. Tra i compagni: Osvaldo Bagnoli, Massei e Fabio Capello, acquistato dai dilettanti del Pieris per 2 milioni, e a fine stagione venduto alla Roma per 260 milioni. NEL ’67 GALLI è passato al Brescia, dove sarebbe rimasto per ben 7 anni, disputando 166 partite. Nei primi 2 campionati (uno di A, con la retrocessione, allenatore Azeglio Vicini, l’altro in B, con l’immediata promozione, in panchina Arturo «Sandokan» Silvestri) ha fatto da secondo all’altro veneziano Gigi Brotto. Erano i tempi di Botti, Ariedo Braida, Bruells, Busi, Casati, D’Alessi, Fumagalli, Mangili, Mazzia, Rizzolini, Egidio Salvi, Troja, Bicicli, Cuccureddu, De Paoli, Fanti, Gigi Simoni. L’esordio in maglia biancazzurra: il 31 dicembre, all’Olimpico, contro la Roma del folcloristico Oronzo Pugliese (il povero Taccola lo punì con una doppietta). Nel ’69-70 si è diviso la porta con Boranga in A (14 presenze ciascuno), diventando titolare nei successivi 4 anni, di B. Ha assistito al lancio di Cagni, Gasparini, Inselvini, Damonti, i due Abate, Guerini, Tedoldi, Trainini, tutti ragazzi bresciani. Una stagione al Cesena, con il clarense Battista Festa, Cera, Boranga, agli ordini di Eugenio Bersellini, poi il trasferimento al Vicenza del presidente Giussy Farina, nel ’75, a fianco di Agostino Di Bartolomei, Dario Dolci, Luciano Marangon, Angelo Sormani. In Veneto (137 partite) ha conosciuto la soddisfazione della promozione in A, e toccato il cielo con un dito, arrivando secondo dietro la Juventus (’77-78), miglior piazzamento nella storia, che consentì di approdare in coppa Uefa. Il tecnico era Gian Battista Fabbri. Protagonisti della cavalcata: il giovane Paolo Rossi, trasformato da ala evanescente a centravanti implacabile, il libero Carrera, gli estrosi Cerilli e Giancarlo Salvi, il rapido Filippi. Tra i pali l’inamovibile Ernestone, che parava a mani nude. La sua prestazione più memorabile: contro la Roma, quando è riuscito a respingere all’ultimo minuto un rigore dell’ex compagno Di Bartolomei, consentendo ai suoi di vincere 4-3. Appese le scarpe al chiodo, Galli è diventato allenatore. Nel 1988-89, in C1, ha conquistato la salvezza col Vicenza, grazie a un rigore di Fausto Pizzi contro il Trento nei minuti finali. È stato a lungo il secondo di Bruno Giorgi, Edy Reja, Renzo Ulivieri, Francesco Guidolin, nonché preparatore dei portieri. Personaggio schivo e di poche parole, lo si trovava spesso al bar Stadio, sotto le gradinate del Romeo Menti, per vivaci discussioni calcistiche e lunghe partite a carte, con qualcuno dei vecchi compagni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA