Marco Solfrini un anno dopo: è rimasto tutto

Il grande Marco Solfrini, morto improvvisamente a 60 anni il 24 marzo di 12 mesi fa mentre si trovava in Fiera a Parma
Il grande Marco Solfrini, morto improvvisamente a 60 anni il 24 marzo di 12 mesi fa mentre si trovava in Fiera a Parma
24.03.2019

È trascorso un anno da quel maledetto 24 marzo 2018. Era più o meno l’ora di pranzo quando la notizia, amplificata prima sommessamente attraverso i messaggi di whatsapp di amici e conoscenti e poi esplosa sui social, rivelava la morte di Marco Solfrini. L’incredulità per l’accaduto è stata presto soppiantata dalla cruda verità che annunciava la perdita del più grande giocatore bresciano di tutti i tempi. A 60 anni il cuore del Doctor J italiano si era fermato. Era in Fiera, a Parma, per lavoro. Un lamento, neppure tanto evidente, e fine dei giochi. Marco Solfrini non c’era più. È passato un anno, ma come era normale ipotizzarlo, il «Solfro» nessuno lo ha dimenticato. E dopo le tante iniziative che in questi dodici mesi sono proliferate in memoria del giocatore di Costalunga, in questi giorni sono il Basket Brescia Leonessa e l’Amministrazione comunale cittadina che annunciano le proprie. DA UN’IDEA di Matteo Bonetti, il patron della Germani, uno che ha sempre ritenuto Marco Solfrini una specie di fratello, i giocatori della Leonessa indosseranno nelle sfide di oggi contro Torino in trasferta e della prossima settimana contro Pistoia al PalaLeonessa una speciale sopramaglia che, al termine dell’utilizzo, saranno donate all’Associazione ODV che le metterà all’asta per continuare la raccolta di fondi da devolvere in beneficenza. «Ero molto affezionato a Marco – dice con la voce ancora rotta dall’emozione, Matteo Bonetti -. Quando nel 2009 partimmo per questa avventura chiamata Basket Brescia Leonessa, volli fermamente Solfrini nella nostra squadra. Una persona solare, schietta e brava, molto brava nel proprio ruolo. Poi, dopo un po’ di tempo, le nostre strade all’interno del club si sono separate, ma fra di noi il rapporto di amicizia non si è mai interrotto». Il patron fatica a trattenere la commozione per ricordare l’indimenticato grande campione prematuramente scomparso: «Personalmente mi sono prodigato per far sì che tutte le iniziative rivolte al suo ricordo fossero portate a termine. Lo devo a Marco per quello che ha fatto per me». Emilio Del Bono, il sindaco di Brescia, lo aveva detto. Il Palaleonessa non poteva essere intitolato al forte e sfortunato giocatore bresciano, ma qualcosa per ricordarlo l’amministrazione lo avrebbe studiato. Detto, fatto. L’ultimo pezzo di strada di via Caprera, il nastro d’asfalto che collega la rotonda all’ingresso del PalaLeonessa, subirà presto la modifica toponomastica e si chiamerà viale Marco Solfrini. Da definire forma e posizione esatta dove sarà posata, ma a ricordare Marco Solfrini sarà presto eretta anche una statua che ritrae una fase di gioco del fuoriclasse bresciano. Già fissata in calendario, anche se mancano ancora parecchi mesi, la «6 ore del Villaggio Sereno», rassegna che si disputerà il prossimo 22 giugno e che appunto sarà intitolata all’indimenticato «Solfro». Nessuno, a un anno da quel tragico sabato 24 marzo 2018, lo ha dimenticato. • © RIPRODUZIONE RISERVATA