La Germani rallenta
e cade è uno
scivolone che fa male

Tutta l'amarezza di Ken Horton dopo la sconfitta rimediata contro Treviso
Tutta l'amarezza di Ken Horton dopo la sconfitta rimediata contro Treviso
Folco Donati18.11.2019

TREVISO In un PalaVerde che profuma di prestigio, dove campeggiano gli stendardi dei 19 trofei vinti da Treviso, la Germani ha sprecato una grande occasione per muovere ulteriormente la classifica e compiere un altro balzo verso la conquista delle «final eight» di coppa Italia. Male nel primo tempo, un po’ meglio nella ripresa, ma alla resa dei conti la Leonessa ha meritato di perdere al cospetto di un’onestissima De Longhi che ha saputo mettere a frutto le proprie caratteristiche, tenendo a soli 68 punti una Germani clamorosamente mancata in tante delle sue stelle. Non ha brillato Vitali, male ha giocato pure Lansdowne, assente ingiustificato dei primi tre quarti di gioco e comunque autore della palla persa che avrebbe potuto cambiare le sorti del match nell’ultima azione della sfida. Nel contesto generale, partita insufficiente anche di Abass, per non parlare dell’evanescente Cain. Moss ha fatto quel che ha potuto. È sembrata la sconfitta in fotocopia di quella maturata il mese scorso a Trieste, quando per lunghi tratti la Germani era stata costretta a inseguire e poi, sul più bello, una volta raggiunta la possibilità di acciuffare i rivali, una volta riempito il secchio del latte, un bel calcione e via: tutto buttato all’aria. Peccato, perché Treviso è più debole. E peccato perché Brescia ha vinto la lotta ai rimbalzi, e ha limitato a sole 8 le palle perse contro le 14 dei veneti. Tanti i problemi incontrati dalla Germani nel corso del primo tempo. I portatori di palla bresciani sono contrastati sin dal primo palleggio. Alla difficoltà nel rendersi pericolosi in attacco si aggiunge la quasi impossibilità di difendere sullo scatenato centro neozelandese Fotu, che nella prima parte realizza la bellezza di 18 punti sbagliando un solo tiro dal campo. E così il 38-29 all’intervallo lungo è lo specchio reale di questo match. Le avvisaglie si verificano poco dopo il 6-2 bresciano del 3’. Brescia accetta di giocare sui ritmi di Treviso e quando inizia a scatenarsi Isaac Fotu è costretta a subire il 14-4 che porta la De Longhi sul 16-10 dell’8’ di gioco. L’entrata in campo di Zerini e Laquintana è utile alla Leonessa che recupera prima sul 18-14 e poi sul 26-22, ma sono ancora 5 punti mortiferi di Fotu a far sprofondare i bresciani quasi sott’acqua (31-22).


NELLA RIPRESA Isaac Fotu cala, la Germani è pronta a rientrare sui trevigiani grazie all’energia di Warner e a un buon momento di Abass, ma non riesce mai a completare il recupero. Logan e Tessitori portano la De Longhi sul +10 (44-34), ma due «triple» del migliore in campo fra i bresciani, Tommaso Laquintana, consentono ancora alla Leonessa di ruggire per il 46-41 (25’). All’inizio dell’ultimo periodo è una «bomba» di Brian Sacchetti a dare l’illusione che il PalaVerde si possa ancora violare (54-52 al 32’), ma il vero aggancio rimarrà purtroppo un’incompiuta. Lansdowne si sveglia dal torpore che l’aveva attanagliato per tutto l’incontro, dall’altra parte però Nikolic produce in un quarto quello che non aveva realizzato nell’arco di tutto il match. Tre «triple» di un’efficacia estrema per il play trevigiano, che a 1’18” insacca anche due tiri liberi. Ed è 70-63. Lansdowne e Horton confezionano il 5-0 bresciano che porta la Leonessa sul 70-68 e subito dopo una grande difesa vale anche la palla del possibile sorpasso. Purtroppo un pasticcio proprio fra Lansdowne e Horton, con grande responsabilità della guardia, distruggono le residue speranze di cogliere quel successo che avrebbe lanciato Brescia nei quartieri altissimi della graduatoria.


© RIPRODUZIONE RISERVATA