Aradori nella sua
Lograto con i
quaderni di scuola

Foto di gruppo per Aradori e i bambini del settore giovanile del Team 75 nella palestra di Lograto SERVIZIO FOTOLIVE / Filippo VeneziaPietro Aradori, 30 anni, durante la giornata a Lograto con la sua prima squadra, il Team 75L’abbraccio tra Aradori e il coach della Germani Andrea DianaAradori con i bambini
Foto di gruppo per Aradori e i bambini del settore giovanile del Team 75 nella palestra di Lograto SERVIZIO FOTOLIVE / Filippo VeneziaPietro Aradori, 30 anni, durante la giornata a Lograto con la sua prima squadra, il Team 75L’abbraccio tra Aradori e il coach della Germani Andrea DianaAradori con i bambini
Alberto Banzola 19.03.2019

Una giornata di festa per tutta Lograto: ieri il Comune della Bassa Bresciana ha celebrato il suo concittadino più illustre, il capitano della Nazionale e della Virtus Bologna Pietro Aradori. IL PIÙ CLASSICO dei ritorni alle origini con una giornata dedicata al posto in cui Pietro è nato e cresciuto ed è iniziato a… scuola. Nella mattinata Pietro ha fatto visita agli alunni della scuola primaria di Lograto, portando con sé i quaderni di quando lui andava a scuola nel suo paese. Un modo per far capire ai più piccoli che campioni si diventa, strada facendo, coltivando i propri talenti: del resto la storia di Aradori è uno stimolo per qualsiasi giovane atleta. Nel pomeriggio il passaggio dai banchi di scuola alla palestra: nel mitico «Madison» di Lograto, dove gioca il team 75, la società in cui Pietro è cresciuto, la stella del basket bresciano ha giocato con tutti i ragazzi delle giovanili. «È sempre un piacere tornare a casa - ha raccontato Aradori -. E soprattutto è bello vedere che tutte le volte la palestra è sempre più piena». Complice anche la crescita esponenziale del seguito che la pallacanestro ha avuto nella nostra provincia grazie al Basket Brescia Leonessa, la passione per la palla a spicchi ha contagiato (in maniera positiva) anche i più giovani. ARADORI, ma non solo: tanti i protagonisti della giornata organizzata dagli amici di sempre, quelli che gli hanno dedicato un fan club (l’Ara fans team) e che si sono alternati nel corso della giornata: da coach Andrea Diana, che ha fatto esordire in campo il piccolo (ma promettente) Chico, al compagno di squadra Filippo Baldi Rossi, al patron della Leonessa Matteo Bonetti e all’amministratore delegato della Germani Mauro Ferrari. Non potevano mancare i giocatori della Germani: Luca Vitali, Brian Sacchetti e Marco Ceron, arrivato quest’ultimo insieme al calciatore del Brescia Luca Tremolada, grande amico di Pietro. Un modo per staccare la spina: «A Bologna stiamo vivendo un’annata intensa: siamo arrivati ai quarti di Champions, in campionato stiamo lottando per i play-off». Con Bologna Aradori si giocherà alla penultima giornata due punti fondamentali al palaLeonessa: «Ne riparliamo: è presto. Sicuramente sarà una bella emozione tornare a Brescia. L’impatto con la Nazionale è stato fantastico e mi sembra che il pubblico bresciano stia seguendo con affetto la sua Leonessa». Ultime battute, selfie con tutti e un triangolare contro con il Team ’75, e due diverse formazioni di Amici di Pietro, in cui Aradori si è spostato di volta in volta: prima della palla a due è stato ricordato Alberto Bucci, presidente della Virtus Bologna, recentemente scomparso e Marco Solfrini, la cui associazione ODV è stata presente per tutto il pomeriggio e alla quale gli organizzatori hanno devoluto l’incasso delle magliette celebrative dell’evento. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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