Strada, punizioni
esemplari «L’azzurro
dà grande carica»

Filippo Strada, 22 anni, in azione con la maglia dell’Italia alle Universiadi: ha realizzato 2 reti
Filippo Strada, 22 anni, in azione con la maglia dell’Italia alle Universiadi: ha realizzato 2 reti
Alberto Armanini11.07.2019

Qualcuno sostiene che sia stato un gol straordinario. Falso. Questa per Filippo Strada è la normalità. Quella che per due anni gli è stata strappata da un infortunio infame al tendine rotuleo del ginocchio e che lui si sta riprendendo a suon di giocate e gol pesanti con la nazionale universitaria. Di reti come quella segnata l’altra sera alle Universiadi di Napoli contro la Francia - che ha spalancato le porte della semifinale agli azzurrini - ne ha fatte tante, specie nella Primavera del Brescia (16 in 32 presenze). Anche in prima squadra, a ben vedere, gli era riuscito qualcosa di buono ma soltanto nello spazio di un’estate e senza un seguito in Serie B. Si parla di tre anni fa, quando Strada Junior, figlio di Pietro, era considerato un talento biancazzurro da preservare e valorizzare. Poi l’infortunio ha cambiato tutto. Lo ha portato a collezionare la miseria di 9 presenze in 2 anni tra Serie C e D con Lucchese e Adrense, costringendolo a rimettere in discussione tutta la carriera a soli 22 anni. Alle Universiadi, però, è tornato a fare quel che ha sempre fatto. Segnare e giocare divinamente. «Sono strafelice - racconta dal ritiro di Fisciano, in provincia di Salerno -. La maglia azzurra ha un fascino irresistibile, la competizione si sta rivelando una bellissima esperienza e le mie prestazioni sono buone».

 

MODESTO. Le sue prestazioni sono eccellenti. Dopo aver guardato i compagni dalla panchina contro il Messico per un piccolo fastidio muscolare, si è preso il palcoscenico segnando un gol nel 2-0 all’Ucraina. Martedì sera il capolavoro nei quarti di finale con la Francia: «Era il novantaduesimo, la partita era bloccata e ho cercato il gol impossibile - spiega il talento di Paderno Franciacorta -. Quando ho visto la palla entrare sono scoppiato di gioia. Lo stadio Vigorito di Benevento ci aveva sostenuto dal primo minuto e vedere i tifosi esultare al mio gol è stato davvero bellissimo». Un amico gli ha fatto notare che il suo gol - per la cronaca: un destro secco all’incrocio su calcio di punizione - ha steso i galletti mentre si compiva il 13° anniversario della finale di Germania 2006 vinta ai rigori contro la Francia. Non accade spesso e ha dato ancora più importanza al tutto. Filippo Strada, memore dei due anni di purgatorio appena trascorsi, tira dritto: «Ora pensiamo al Giappone e a conquistarci l’accesso in finale. Dal ritiro sentiamo il calore della gente, tutti fanno il tifo per noi e non vogliamo deluderli». In modo particolare i salernitani fanno il tifo per lui: «Papà ha giocato qui negli anni ’90, la gente si ricorda di lui e mi chiede grandi cose in campo. Anche per questo sto dando tutto quello che ho. Voglio ripagare tanta fiducia e tanta stima».

 

PAPÀ PIETRO guarda da casa e fa cenno di sì con il capo: «Sono contento per Filippo - dice -. L’auspicio, oltre che di una buona Universiade, è che possa ritrovare continuità per poter tornare a giocare come sa. L’infortunio è alle spalle, superato pienamente dopo due anni difficilissimi, è ancora giovanissimo e può dire la sua». Filippo Strada ha 22 anni (li ha compiuti il 14 marzo scorso) e frequenta la facoltà di Scienze Motorie all’Università Telematica San Raffaele di Roma. I corsi online gli permetteranno di studiare in qualunque luogo d’Italia lo porterà la carriera. Chissà, magari di nuovo a Brescia, per provare a riprendere quella maglia a cui ha detto addio senza avere una vera e propria chance. O forse a Salerno, dove stasera giocherà la semifinale con il Giappone e papà Pietro ha scritto grandi pagine di calcio. Forse altrove. Ad ogni modo tornerà a fare gol belli e pesanti perché questa è la sua normalità.

 

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