Feralpisalò, la strada
è dritta e il momento
di accelerare

Archiviata la sconfitta con la Virtus Vecomp, la Feralpisalò può rimettersi a correre verso i play-off
Archiviata la sconfitta con la Virtus Vecomp, la Feralpisalò può rimettersi a correre verso i play-off
Sergio Zanca 12.03.2019

Se da un lato la trentesima giornata ha fatto registrare la caduta di alcune stelle, dall’altro ha in pratica detto la parola fine alla lotta per la promozione diretta. Vincendo al «Nereo Rocco» lo scontro diretto con la Triestina, il Pordenone ha rafforzato la sua posizione in testa alla classifica, portando a 10 le lunghezze di vantaggio sull’immediata inseguitrice e a 11 quelle sulla Feralpisalò, terza. A 8 turni dalla conclusione del campionato i friulani, guidati da Attilio Tesser, viaggiano col vento in poppa. Saliranno in B, campionato che non hanno mai disputato. Domenica il girone B di Lega Pro ha registrato la moria di sogni e speranze di formazioni ben piazzate. La Triestina, seconda, ha perso in casa dopo 10 risultati utili consecutivi (ultimo ko il 26 dicembre, 0-1 col Fano, ancora di fronte al pubblico amico). Il Sudtirol, quarto, si è inginocchiato a Bolzano davanti alla Giana di Riccardo Maspero, dopo 9 partite buone (ultimo scivolone: il 29 dicembre, 0-2 a Teramo). La Feralpisalò, terza, ha buscato a Verona contro la Virtus Vecomp, fanalino di coda. La squadra del presidente Giuseppe Pasini e dell’allenatore Domenico Toscano non perdeva da 8 turni, per l’esattezza dal 19 gennaio: 0-1 a Fermo.

SE IL TORNEO ha trovato una protagonista indiscussa, il Pordenone, che non ha mai accusato flessioni (appena tre le sconfitte), rimane aperta la lotta per conquistare il miglior piazzamento possibile. Ai play off parteciperanno le squadre che concluderanno dal 2° al 10° posto, fino all’11° nel caso in cui Monza o Vicenza si aggiudicassero la Coppa Italia, competizione nella quale hanno raggiunto la semifinale (domani, mercoledì, giocheranno la gara di andata). Le meglio piazzate (2ª, 3ª, 4ª) non entreranno in pista subito, ma solo in una fase successiva degli spareggi. Da qui la necessità, per la Feralpisalò, di spingersi il più in alto possibile. Il calendario delle ultime 8 tappe riserva ai gardesani 5 partite interne: contro la Sambenedettese dell’ex Ilari, impostasi per 2-0 all’andata, la Giana, la Vis Pesaro dell’ex Voltan, la Triestina dell’ex Maracchi e il Pordenone, due confronti di notevole spessore. Solo 3, invece, le trasferte: a Fano, contro il bresciano Filippini, a Imola e a Meda, col Renate di Diana. Nessun’altra può godere di un percorso simile, che, almeno sulla carta, appare favorevole. Qualcuna, infatti, dovrà giocare di fronte al pubblico amico 3 gare, e ben 5 fuori. Come Triestina, Monza e Sambenedettese. Con l’arrivo della primavera c’è però il rischio che la Feralpisalò, dopo avere compiuto una strepitosa rimonta, accusi stanchezza e scarsa lucidità. Qualche segnale negativo si è avvertito in occasione dello scivolone di Verona. Non tanto e non solo nei dissennati 11’ iniziali, pagati con lo 0-2, ma con le difficoltà mostrate nella ripresa, in cui ha continuato a tenere in mano il pallino del gioco, e a spingere con buona continuità, non indirizzando però nemmeno un tiro in porta. Nel finale, poi, l’arbitro non ha avuto dubbi ad annullare il gol del 2-2 di Ferretti, servito da Mattia Marchi, pescato in posizione di fuori gioco. La mancanza di concentrazione in avvio e la scarsa incisività per buona parte della gara sono aspetti negativi, da valutare. La speranza è di recuperare in fretta Andrea Caracciolo (11 gol), anche se il centrocampista Scarsella (8) toglie spesso le castagne dal fuoco. • © RIPRODUZIONE RISERVATA