Ciliverghe, c’è una tempesta dopo il gol-lampo

Mattia Mauri ha segnato contro la Pergolettese il nono gol stagionale, il terzo consecutivo in campionato
Mattia Mauri ha segnato contro la Pergolettese il nono gol stagionale, il terzo consecutivo in campionato
Alberto Armanini 21.03.2019

Alberto Armanini CREMA Non è ancora Primavera per il Ciliverghe. La rondine che ha volato sul Voltini dopo trenta secondi e l'ottima prestazione al cospetto della capolista non sono bastate per il cambio di stagione dei gialloblù. Nonostante la buona volontà e una quarantina di minuti di dominio nella tana del lupo, il guizzo salvezza è mancato. L'inverno proseguirà ancora per qualche tempo. Per tirarsi fuori dai guai ci sarà ancora tanto da lottare. PECCATO. È la parola più frequente sulle bocche mazzanesi dopo questa assurda partita in cui il Ciliverghe ha dominato in lungo e in largo e madama Pergolettese si è presa i tre punti. Se si è perso è solo per il tracollo emotivo seguito al generoso rigore del pareggio. Ciò che per 39’ aveva funzionato a meraviglia si è convertito in un piccolo incubo collettivo, in cui il Pergo ha segnato due gol e messo in ghiaccio la vittoria. Il resto è arrivato nel secondo tempo, a missione ormai compromessa, quando anche uno spiffero di vento avrebbe potuto far cadere di nuovo un Cili pur sempre in controllo della gara. Peccato, appunto. Nemmeno il tempo di accorgersi che la partita era iniziata e Mauri ha fatto calare il gelo sul Voltini. Trenta secondi, palla sul versante sinistro dell'area grande, destro violentissimo, incrocio dei pali e gol. Meraviglioso. Ancor più bello il modo in cui tutto il Cili ha legittimato il vantaggio. Il Pergo si è seduto aspettando il colpo del messia Stefano Franchi mentre il 4-3-1-2 dei gialloblù si impadroniva del gioco. Straripante, il Ciliverghe. Mauri ha scherzato con Fanti e Schiavini dopo aver disintegrato la porta di Stucchi con quel bolide iniziale. La capolista ha abbozzato un tentativo solo su palla inattiva (che il solito Franchi ha sparato sul palo lontano) mentre i gialloblù si prendevano definitivamente la scena. Mauri ha calciato da ogni posizione sfiorando il gol in altre due occasioni prima che un colpo di kung-fu di Guerci costringesse Stucchi alla parata miracoloso. Una meraviglia prima dell'imponderabile. Anche un meccanismo perfetto a volte ha delle increspature e quella che ha raggrinzito il Cili al 38' - dopo un passaggio sciagurato di Minelli - è diventata una crepa bella e buona quando Lirli ha spostato in area Russo con una spallata vigorosa. Rigore! Stavolta nemmeno superman Viotti ha potuto far nulla. La crepa è diventata una voragine, con il Pergo sempre più coraggioso e la fascia di Lirli sfasciata da una rasoiata di Villa nel primo minuto di recupero: 2-1, una punizione ingiusta. Nella ripresa Carobbio ha pescato dal mazzo i centimetri di Zecchinato ma il jolly lo ha trovato il Pergo. Franchi si è inventato un assist perfetto per il destro vincente di Russo - ancora dalla parte di Lirli - che ha spento il Cili. E Gullit ha infilato il poker a una manciata di minuti dal 90’. Quel che resta sono solo gli applausi per la prestazione, il coraggio, la voglia di provarci sempre. È la proverbiale rondine. Per la Primavera ripassare domenica, quando a «Casa Cili» arriverà il Mezzolara. • © RIPRODUZIONE RISERVATA