Una magia per
il bronzo, l’Ital-Brixia
riscrive la storia

Anche una corazzata come la Cina ha dovuto inchinarsi all'Italia
Anche una corazzata come la Cina ha dovuto inchinarsi all'Italia
Folco Donati09.10.2019

STOCCARDA (Germania) Per riscrivere la storia servono le grandi imprese. E quella compiuta ieri ai Mondiali di Stoccarda dall’Italia è più che grande. Perché tornare sul podio iridato della gara a squadre a 69 lunghissime primavere di distanza dall’ultima volta è qualcosa di incredibile, di leggendario. Nella città tedesca le fate della ginnastica artistica, guidate dalle «brixiane» Giorgia Villa, Asia e Alice D’Amato ed Elisa Iorio, si sono messe al collo una straordinaria medaglia di bronzo, battute solo da Stati Uniti e Russia, ma davanti a quella Cina che da decenni non scendeva dal podio. Serviva la gara perfetta e le ragazze di Enrico Casella ci sono riuscite. A 69 anni dalla prima e unica volta in cui salirono sul podio, cogliendo anche in quell’occasione, a Basilea nel 1950, il bronzo, le fate si sono rese protagoniste di una gara fantastica. In un campionato del mondo di altissimo livello, anche perché da Stoccarda passava la strada per Tokyo, l’Italia femminile, condotta in pedana da Enrico Casella, Monica Bergamelli e Marco Campodonico, è stata straordinariamente concreta, partendo fortissimo e chiudendo nel finale il conto con quella maledetta trave che nella prova di sabato aveva tentato di spezzare ogni sogno azzurro.


L’IMPRESA. Le fate iniziano la prova al corpo libero. Giorgia Villa, Asia D’Amato e Desiree Carofiglio non sbagliano niente: 39,966 di totale e un punto abbondante in più rispetto alla qualifica. Al volteggio e alle parallele asimmetriche le azzurre volano. Sulla tavola del volteggio le due sorelle D’Amato e Giorgia Villa portano a casa 43,732 punti, punteggio inferiore solo a quello degli Stati Uniti e molto simile a quello della Russia. La Cina è costretta a inseguire; le altre, Canada, Gran Bretagna, Francia e Olanda, che in qualifica erano state tutte davanti all’Italia, sono già staccate. La classifica generale provvisoria dice addirittura che l’Italia è seconda, ma la Russia avrà poi una seconda parte di gara in discesa essendosi già esibita alla trave. Anche tra gli staggi Giorgia Villa, Alice D’Amato ed Elisa Iorio sono perfette. Sanno di essere forti e lo dimostrano, alla faccia dei loro sedici anni. Altra rotazione da urlo per l’Italgym che da seconda della classe si presenta al cospetto dei 10 centimetri della famigerata trave. Ma a dare l’esempio che la forza di gravità e l’equilibrio si possono vincere, è la capitana Giorgia Villa: esercizio esemplare, punteggione da 13,600 e Italia che sogna. A dare consistenza alle speranze azzurre è la solidissima esibizione di Asia D’Amato, che alla fine strappa un 13,266 che porta fin sulla soglia del paradiso la squadra italiana. Poi, dopo aver salvato l’Italia sabato da una clamorosa debacle, tocca di nuovo alla «brixiana» Elisa Iorio compiere l’ultimo passo verso la gloria. Una piccola indecisione, un palpito di preoccupazione, ma il punteggio vale il bronzo. Gli Stati Uniti vincono, la Russia passa, ma l’Italia riscrive la storia.


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