È sempre il
«Rigamonti» ma a
tratti sembra nuovo...

La coreografia degli Ultras Brescia 1911 in gradinata
La coreografia degli Ultras Brescia 1911 in gradinata
Alberto Armanini 16.09.2019

Peccato! Peccato davvero. Per 45 minuti è stato un sogno, l’illusione della domenica perfetta, un «risarcimento» ai troppi fine settimana tristi e amarissimi degli ultimi 5 anni. Poi è cambiato tutto e il sogno si è tramutato in un incubo. Spiace per il ricorso alla retorica ma stavolta va così. Il battesimo del «nuovo» Rigamonti poteva essere qualcosa di memorabile in senso assoluto, invece lo è stato soltanto in negativo. Per parlare di stadio, di clima, di colore e di calore bisogna sforzarsi di dimenticare gli ultimi 42 minuti di partita. E il risultato, chiaro. Resta allora un pomeriggio iniziato con una festa popolare a tinte biancoblù. Bellissimo il colpo d’occhio della metropolitana intasata dalle maglie e dalle sciarpe, come in una qualsiasi giornata di Premier League. Tante le famiglie che hanno scelto di portare i figli al Rigamonti rinunciando alla macchina. La scelta più sensata, buttando un occhio alla confusione nelle due ore precedenti alla gara, con i nuovi parcheggi presi d’assalto e le naturali code dovute alla necessaria fase di rodaggio delle prime partite. RIEMERSI dalla metro ci si è dovuti amaramente scontrare con la realtà di un tempo. La stessa zona militarizzata, lo stesso clima da «allarme invasione» che in fin dei conti, bambini o non bambini, guasta sempre un po’ l’umore. E dall’atmosfera di Premier si torna in un baleno alla cara e vecchia ritualità italiana. In tutto questo gli occhi dei tifosi hanno almeno potuto ammirare uno stadio da Serie A. E la parte meno nobile di loro si è potuta sedere su seggiolini più comodi e cromaticamente coerenti. Certo, non è un gioiello come altri stadi rimessi a nuovo di recente (o pronti ad essere terminati) ma resta comunque la migliore delle pezze possibili. Godibile, vivibile, funzionale a trascorrere 90 minuti (pardon, 48) tutto sommato piacevoli. È sempre lui, il vetusto Rigamonti, ma a tratti sembra qualcosa di nuovo. Con gli sky box al posto del parterre, la sud costruita a impronta della nord, le gradinate disciplinate e migliorate, la tribuna «riseggiolata» e tutto il resto. Caldissimo il pubblico, la Nord con il 40esimo anniversario nel cuore, i 1911 della sud spostati in gradinata con tanto di mega-striscione e pure quelli senza parrocchia ne bandiera. Bellissimo il Brescia pre-espulsione di Dessena. Poi il crollo e il ritorno al passato meno nobile. Ora Udine, per restare in tema di stadi rifatti da poco. Poi la vera prova del nove per il Rigamonti: madama Juventus. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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