Beretta porta
nel futuro
l’Esercito italiano

Esercito italiano in azione
Esercito italiano in azione
Valentino Rodolfi 15.01.2020

C’è tanta, tantissima industria bresciana nel contratto da circa 500 milioni di euro siglato dal Segretariato generale della Difesa per trasformare in realtà il programma «Soldato sicuro»: si tratta di equipaggiare e rivestire da capo a piedi i militari dell’Esercito italiano, dotandoli di tutto il meglio delle tecnologie più avanzate, dal vestiario alle armi individuali come fucili e pistole, dall’elettronica portatile agli elementi di protezione.


SI PARTE quest’anno con 20 mila «Sistemi individuali per il combattimento» che la Difesa acquisirà dal Consorzio soldato sicuro, formato al 35% da Fabbrica d’Armi Pietro Beretta di Gardone Valtrompia e al 65% da Leonardo, la ex Finmeccanica. È solo un primo contratto in realtà, questo che si aggira sul mezzo miliardo in totale, con forniture «spalmate» nei sette anni da qui al 2027, a cui poi ne seguiranno altri fino a equipaggiare con tecnologie avanzate 65 mila soldati dell’Esercito italiano. Per Beretta sono diversi gli aspetti interessanti. Il primo: non solo armi. L’azienda valtrumplina fornirà infatti al «Soldato sicuro» non soltanto fucili e pistole ma anche vestiario, ovvero abbigliamento tecnico ai fini di «survivability», la sopravvivenza dell’operatore negli scenari climatici più estremi. Poi armi: secondo quantitativi e importi che al momento non sono noti, il «Sistema individuale di combattimento» prevede l’acquisizione come arma da fianco della pistola di ultima generazione Beretta Apx, come arma standard del fucile Beretta Arx 160 in calibro 5,56 Nato e inoltre del fucile Arx 200, in calibro 7.62 lungo, scelto dall’Esercito italiano per essere distribuito a livello di squadra ai «tiratori esperti». Altra novità rilevante sotto il profilo industriale: del pacchetto fa parte anche la nuova mitraglietta Beretta Pmx, già ordinata dall’Arma dei Carabinieri in 5 mila esemplari per sostituire la vecchia Pm12 degli anni sessanta, e che dopo i Carabinieri entra per la prima volta anche nell’inventario dell’Esercito.


TUTTI I MATERIALI costituenti il «Sistema» sono il frutto di un'intensa attività di studio svolta nell’ambito della fase Concept, development and experimentation (Cd&E) del progetto «Forza Nec» (Network enabled capability) e finalizzata alla sperimentazione degli equipaggiamenti individuali di nuova generazione. Il progetto nasce con l'obiettivo di incrementare le capacità di precisione e sopravvivenza delle unità di fanteria con la fornitura di un «sistema» articolato in componenti capacitive (Sopravvivenza, Protezione, Precisione di ingaggio, Comando e Controllo, Manovra e mobilità notturna). Ogni singolo soldato è integrato nel sistema automatizzato di Comando e controllo ed è inserito nel processo di digitalizzazione degli attuali e futuri contesti operativi. L’avvio del programma «Sic», che premia con Beretta e Leonardo l’industria nazionale, assicura ricadute positive sul fronte occupazionale negli stabilimenti di produzione sul territorio italiano delle due aziende consorziate e della articolata rete di subfornitori, selezionati negli anni in base agli elevati standard qualitativi che il programma si prefigge. Lo sottolinea Franco Gussalli Beretta, presidente di Fabbrica d’armi Pietro Beretta spa: «Siamo orgogliosi e soddisfatti della scelta operata dalla Difesa di premiare ancora una volta l’industria nazionale e la capacità delle imprese italiane. Per quanto ci riguarda - prosegue Gussalli Beretta - è importante che siano stati scelti non solo i nostri prodotti “tradizionali“, ovvero i sistemi d’arma, ma anche la componente di abbigliamento tecnico: una scelta che conferma l’ampiezza dell’offerta che la nostra società può garantire». Il Consorzio sistema soldato sicuro è stato costituito da Leonardo Spa e dalla Fabbrica d’Armi Pietro Beretta Spa il 18 luglio 2019. Leonardo detiene il 65% del Consorzio e fornisce, all’interno gli equipaggiamenti relativi alle componenti «Protezione» e «C4Istar» (comando, controllo, comunicazione e intelligence) e «Mobilità notturna». La società Fabbrica d’armi Pietro Beretta Spa detiene invece il 35% del Consorzio e fornisce gli equipaggiamenti relativi alle componenti «Sopravvivenza» e «Letalità» con il relativo supporto logistico e industriale. Sempre nell’ambito di «Soldato sicuro», è stato finalizzato anche l’ampliamento del parco veicolo con il blindato Vbm Freccia: altre 30 unità con opzione per successive 11 in versione controcarri, che rappresenta il primo mezzo da combattimento digitalizzato a essere stato introdotto in servizio. Il mezzo è sviluppato dal consorzio Cio fomato da Iveco e Oto Melara.