Tra test sierologici
e tamponi: ancora
molto da chiarire

Il tampone effettuato in modalità «drive-in»
Il tampone effettuato in modalità «drive-in»
Eugenio Barboglio19.05.2020

Il presidente Fontana stigmatizza «la folle corsa ai test sierologici». E dice che, se potesse, farebbe milioni di tamponi, quelli sì, ma non può perchè mancano i reagenti. Lo scetticismo della Regione Lombardia verso i test anticorpali è recente. Ad aprile non erano così snobbati, il Pirellone ne voleva ordinarne 2 milioni. Sta di fatto che dalla delibera della settimana scorsa i test sierologici si possono fare liberamente. Chi risulta positivo però deve fare obbligatoriamente il tampone. Bene. Rispetto a questa procedura però si stanno profilando due criticità: una è l’accessibilità ai tamponi, l’altra i costi. Se è relativamente facile fare i test sierologici non lo è fare i tamponi. Laboratori come Synlab, ad esempio, sono in grado di eseguire i primi ma non i secondi. Cosa succede allora ai cittadini positivi al test sierologico? Non potendo fare il tampone al Synlab dovranno prenotarsi in un’altra struttura. «Ad oggi - spiega Synlab - non eseguiamo i tamponi, ma probabilmente dalla prossima settimana li potremo fare». La sola struttura sanitaria dove è possibile avere tutto il «pacchetto» è la Poliambulanza, alla quale si può accedere direttamente o tramite laboratori collegati, sparsi sul territorio (esempio: Castiglione delle Stiviere). In questo screening avviato con la deregulation regionale nessuna parte hanno gli Spedali Civili, che del resto non c’entrano più neanche con i test dello screening (gratuito) del Servizio sanitario regionale sui pazienti delle quarantene, che per il prelievo pure vanno al Synlab. AI LABORATORI del Civile però hanno fatto capo alcuni progetti speciali, come il protocollo costruito con la Prefettura e che ha visto sottoposti a test sia anticorpali che molecolari i dipendenti di sei grandi industrie bresciane («Ne abbiano eseguiti 400 solo nella nostra azienda di Adro - spiega Paolo Streparava ad della omonima spa - Test e tamponi li ripeteremo tra 120 giorni e una terza tra 240»). In campo per processare i test sierologici non ci sono neppure le cliniche del Gruppo San Donato: «Attendiamo il via libera regionale» spiegano. Il paradosso è che intanto i test dei dipendenti di Sant’Anna, San Rocco e Città di Brescia sono stati inviati alla Synlab. In Poliambulanza però i tempi sono un po’ più lunghi: «mi hanno dato appuntamento a metà giugno», dice un avvocato; «io ho chiamato Castiglione delle Stiviere e la data è il 4 luglio, rischio di dover attendere metà luglio per il tampone», riferisce una donna. Tuttavia sul sito di Poliambulanza la prima giornata libera per prenotare il test risulta il 4 giugno. Ma il collo dell’imbuto sono i tamponi. Perchè tutto è facile con i test sierologici e molto meno con i tamponi? I reagenti scarseggiano, ma non è solo per quello. «Quasi tutti i laboratori hanno le attrezzature per processare i test perchè servono anche ad altri esami, attrezzature della Abbott o Roche che ne processano molti e velocemente. Serve solo comprare i kit. Diverso è il caso dei tamponi, dove c’è più lavoro manuale e sono meno convenienti economicamente», spiega un medico. Alla voce costi risponde l’altra criticità. Il punto ora è la questione del rimborso. La Regione ha scritto che i test sierologici fuori dai percorsi del Ssr sono completamente a carico del cittadino. Ma sabato in una Faq ha precisato: rimborserà i tamponi di cittadini e lavoratori ma solo se positivi (i tre tamponi, compresi i due di controllo necessari per essere dichiarati guariti). Secondo il Pirellone la Faq è stata accompagnata da una circolare inviata a tutte le Ats. I sindaci della provincia di Brescia che erano pronti con una lettera per chiedere questo rimborso alla Regione, l’hanno congelata in attesa di certezze. La Ats però non conferma: «Non abbiamo ricevuto nessuna circolare nè disposizioni sulle modalità di richiesta di rimborso». Nessuna certezza neppure per le imprese, che, conferma Paolo Streparava, «hanno affrontato tutti i costi oltre a formare il personale infermieristico coinvolto nei prelievi». Quanto ai test sierologici, gli importi sono variabili: dai 35 euro per rilevare solo gli anticorpi Igg, ai circa 70 per gli Igm. Molto più alti di quelli di altre regioni dove quel che non è a carico del servizio sanitario è comunque molto meno caro. Perchè? • © RIPRODUZIONE RISERVATA