«Test, tamponi,
centro Covid:
è caos Regione»

L’ala del Civile che dovrebbe essere dedicata al centro Covid
L’ala del Civile che dovrebbe essere dedicata al centro Covid
Eugenio Barboglio22.05.2020

La Commissione di inchiesta è in stallo, certo, ma non c’era alternativa, dovevamo chiederne l’istituzione». Lo dice Gian Antonio Girelli, consigliere regionale bresciano del Partito democratico, componete della Commissione Sanità. A non dare alternative - spiega - è stato l’atteggiamento della Giunta Fontana: «Noi chiedevamo documenti, dati e non ci rispondevano. Eravamo costretti a fare accesso agli atti per tutto. Non c’è mai stata trasparenza. Un esempio: i dati sui decessi nelle Rsa, divisi per Ats. Ancora oggi non ce li hanno forniti. Qualche direttore, come Sileo, ha declinato gentilmente, altri, come quello di Ats di Bergamo è stato pure scortese». Oggi la commissione di inchiesta sull’operato della Regione nell’emergenza è ferma: «La maggioranza non vuole il pd Scandella che abbiamo proposto. Il presidente deve essere uno di minoranza, ma serve il voto della maggioranza che però non lo accorda». Poi c’è la vicenda dei test sierologici. «I test e la loro connessione con i tamponi sono uno strumento di controllo epidemiologico del territorio, ma per essere efficace deve prevedere una direttiva che la Regione attraverso le Ats governi. Per questo l’opposizione ha chiesto un piano regionale sui test, che fissi ad esempio un prezzo preciso come hanno fatto altre Regioni. È inaccettabile che i lombardi paghino i test e i tamponi più degli altri. Era un aspetto che doveva essere fissato in sede di conferenza Stato-Regioni su base nazionale. Non ci possono essere cittadini di serie A e di serie B. Anche sulla questione dei rimborsi dei tamponi ci sono delle differenze incomprensibili. I positivi rimborsati e i negativi no! Suona quasi come una tassa su chi è guarito». Girelli tocca anche un altro aspetto controverso: la manifestazione di interesse per la fornitura di test sierologici chiuso il 24 aprile. «Non se ne sa più nulla. Dovrei ripetere quanto ho già detto: niente sui dati di mortalità nelle Rsa, figuriamoci sugli appalti. Faccia conto che sull’ospedale alla Fiera di Milano non abbiamo ancora la rendicontazione. Rispondono, sì domani... Eppure dovrebbe essere fornita costantemente. Ma credo che la vicenda della manifestazione di interesse sia la prova anche che la Giunta non ha mai creduto davvero ai test sierologici». UN’ALTRA VICENDA che si trascina è quella del Centro Covid alla scala 4 del Civile: «La strada degli ospedali dedicati credo sia quella più adeguata, per evitare che i pazienti siano sparpagliati qua e là come è stato all’inizio. Quanto al Civile, mi domando perché non restituire alle sue funzioni la palazzina degli Infettivi. E comunque non deve accadere che tutto il peso dei Covid finisca solo sul Civile e non sui privati. La Giunta regionale ha puntato sulla scala 4 con troppa fretta, volendo probabilmente distogliere l’attenzione da polemiche in una fase del coronavirus acuta. Ricordiamo tutti la conferenza stampa per promuovere il progetto. Quello che dico oggi però è questo: una conferenza stampa non è un vincolo per la vita, si può dimenticare e superare». In vista c’è il Piano della sanità regionale da approvare: «La maggioranza - conclude Girelli - si impunta, ma secondo noi oramai è carta straccia. Dopo il Covid credo che vada lasciato perdere». • © RIPRODUZIONE RISERVATA