Sciopero globale:
«Prima la salute
di tutti gli operai»

I sindacati lombardi dei metalmeccanici e dei settori chimico, tessile e della gomma-plastica hanno proclamato una giornata di astensione
I sindacati lombardi dei metalmeccanici e dei settori chimico, tessile e della gomma-plastica hanno proclamato una giornata di astensione
26.03.2020

Manuel Venturi Un’adesione altissima, per chiedere al governo, «di rivedere in modo più restrittivo la lista di attività che devono chiudere per poter fermare la produzione in tutte quelle aziende che non hanno produzioni essenziali e di pubblica utilità per le necessità del Paese e chiudere quei luoghi di lavoro dove non ricorrano le condizioni di sicurezza». Ieri, i sindacati lombardi dei metalmeccanici e dei settori chimico, tessile e della gomma-plastica hanno proclamato una giornata di astensione dal lavoro in quelle aziende non ritenute strategiche, per sensibilizzare le proprietà a sospendere momentaneamente la produzione per salvaguardare la salute dei lavoratori: l’adesione media è stata superiore all’80%, con punte del 100% in alcune realtà, per migliaia di lavoratori coinvolti. Lo sciopero di ieri segue quello già proclamato dai sindacati il 13 marzo scorso, da cui poi sono nati molti tavoli di confronto in diverse aziende, che hanno portato alla rimodulazione del lavoro o alla sospensione della produzione. Lo sciopero di ieri nel settore metalmeccanico ha registrato un’adesione molto alta ed ha coinvolto diverse grandi aziende come Fad Assali, la Leonessa, Omr, Industrie Saleri Italo, Camozzi di Polpenazze e Lumezzane, Sepal, Cavagna Group, Pedrotti Normalizzati, Innse Berardi, Fmg. L’adesione ha avuto percentuali altissime anche nel settore della gomma-plastica, ad esclusione delle aziende del packaging alimentare (che garantiranno la produzione), con lavoratori in sciopero in varie aziende, fra le quali Invatec-Medtronic, Tovo Gomma, Greif, Ave. Per quanto riguarda il tessile, invece, le produzioni sono già praticamente ferme da diversi giorni: fa eccezione la Filtes International, dove l’adesione allo sciopero è stata del 90%. Diverso il discorso per il settore chimico, con il comparto farmaceutico che ha garantito la produzione o dove c’è garanzia dei servizi minimi essenziali negli impianti Seveso III. Molti scioperi si segnalano anche nelle industrie di pitture e vernici. «L’ADESIONE È stata molto alta nelle aziende sindacalizzate, il problema è intercettare la miriade di piccole aziende senza rappresentanza», spiega Patrizia Moneghini, segretaria generale di Filctem Cgil Brescia, che ricorda come «molte realtà hanno già chiuso, altre hanno attivato gli ammortizzatori sociali. Ora il governo ha rivisto l’elenco dei Codici Ateco, spero che le situazioni più paradossali siano state affrontate». Secondo i sindacati, «c’era bisogno di dare un segnale ai lavoratori perché vengano messi in sicurezza». • © RIPRODUZIONE RISERVATA