Per i tanti malati a
casa ora c’è un
rischio in più:
«L’ossigeno non basta»

Dopo le mascherine, anche le bombole per l’ossigeno stanno diventando difficili da reperire
Dopo le mascherine, anche le bombole per l’ossigeno stanno diventando difficili da reperire
25.03.2020

Natalia Danesi Mancano le mascherine. E ora, manca anche l’ossigeno. Indispensabile salvavita per i malati domiciliari di Coronavirus. Sia per quelli dimessi sia per quelli che, a causa della carenza di posti letto, non sono mai stati ricoverati. L’allarme arriva dalle farmaci che, a causa di un incremento nella richiesta di proporzioni inaspettate, si trovano ora in seria difficoltà a garantire in tempi brevi la fornitura e la ricarica delle bombole. «L’ossigeno è particolarmente importante in una terapia come quella delle polmoniti legate al Coronavirus e, con l’emergenza attuale negli ospedali, molte persone che in condizioni normali sarebbero ricoverate vengono curate a casa - conferma il segretario di Atf Federfarma Marco Belloni -. La terapia con ossigeno domiciliare di solito è solo per situazioni di emergenza e non per periodi lunghissimi e funziona con un sistema di prelievo di vuoti e riconsegna delle bombole piene». Ogni farmacia ha di norma una scorta, spiega il segretario, che è anche due, tre volte più consistente della richiesta per garantire le emergenze. «In questo momento tuttavia la domanda di ossigeno è così elevata che si fa fatica a tenere il passo, nel ritiro e nel riempimento». I PRODUTTORI e fornitori (a Brescia per esempio è operativa la Ibo, Industria bresciana ossigeno) lavorano a pieno ritmo con un impegno straordinario tuttavia, spiega Belloni, se normalmente per riavere una bombola ci vogliono 24 ore, adesso i tempi sono raddoppiati. E per qualche malato, ossigeno significa vita. Il problema è confermato da Ats che «ha subito interessato il competente ufficio regionale per segnalare la carenza di ossigeno gassoso, ed ha attivato, in poche ore, una procedura i con ATF Federfarma e con i medici di medicina generale per permettere ai medici la prescrizione di ossigeno liquido con distribuzione per il tramite delle farmacie. Purtroppo, stante l'elevatissima richiesta, stanno emergendo criticità anche per la fornitura di ossigeno liquido, e si sta cercando una soluzione a breve con Regione e con il Prefetto». E sulle difficoltà dei pazienti domiciliari è intervenuta ieri a La 7 il vicesindaco Laura Castelletti: «I bresciani hanno capito di andare in ospedale solo quando è necessario, ma ci sono persone molto ammalate a casa e sono tantissime. La Regione deve dare risposte di carattere sanitario, anche i medici di base sono assolutamente esposti, tanti di loro curano i pazienti da casa perché sono a loro volta positivi. Questi malati devono sapere cosa hanno, come devono curarsi e come sopravvivere». Tornando alle farmacie, restano problemi anche sul fronte delle forniture di mascherine. «Giustamente ora la priorità viene data agli ospedali. A volte i farmacisti contano su consegne che non arrivano, in altri casi arrivano dispositivi non a norma e vengono ritirati», riferisce Belloni. Anche i farmaci prioritari come la Tachipirina non sempre si ricevono con costanza, ma in quasi tutti i casi è possibile ovviare con il generico. •