Nel week end la
movida «congela»
l’asporto

La movida «incriminata» in piazzale Arnaldo, lo scorso fine settimana
La movida «incriminata» in piazzale Arnaldo, lo scorso fine settimana
Marta Giansanti28.05.2020

È ufficiale: da stasera e per i prossimi tre fine settimana (dal giovedì alla domenica) sarà vietato bere aperitivi o cocktail in piedi, fuori dai locali. Proibita la vendita, per bar e ristoranti, di bevande da asporto, alcoliche e non, a partire dalle ore 20 così come la cessione di alcolici nei negozi di vicinato, nei distributori automatici e nelle medio strutture. SI RISOLVE COSÌ, almeno fino al 14 giugno, il nodo sulla movida e i suoi assembramenti. Un’ordinanza sperimentale firmata ieri dal sindaco Emilio Del Bono e in vigore a partire da stasera. Ad accompagnare i divieti, un significativo incremento dei controlli attraverso nuclei interforze: interventi congiunti di Polizia di Stato e Locale, Carabinieri e Guardia di Finanza. Serate, quindi, che volgono al termine per chi non trova posto a sedere fuori o dentro l’esercizio. Un «Codice Brescia», come lo ha ribattezzato l’assessore al Commercio Valter Muchetti, «molto più restrittivo rispetto al modello Milano». Costruito su misura dal Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica, sotto il coordinamento del prefetto e la collaborazione dei comandanti di tutte le forze dell’ordine, del primo cittadino e dell’assessore. Un «consiglio» convocato dopo l’increscioso «episodio piazzale Arnaldo», andato in scena venerdì scorso in un crescendo di irresponsabilità. «La risposta immediata dell’amministrazione comunale ha imposto la chiusura anticipata, ora intendiamo prevenire affrontando il problema nella sua organicità, perché non riguarda solo piazzale Arnaldo», spiega Del Bono. Diversi i quartieri del divertimento «in una città delle movide», molteplici i luoghi in cui si potrebbero concentrare nugoli di persone: il Carmine, le principali piazze, le numerose vie ricche di attività serali. «Per questo motivo, e per evitare discriminazioni tra gli esercizi, l’ordinanza interesserà l’intero territorio comunale», specifica il sindaco. Provvedimenti definiti «risoluti e decisi» ma allo stesso tempo alleati del commercio. «Abbiamo ascoltato i diretti interessati e l’intesa è stata maggioritaria – illustra il sindaco -. Li invitiamo però a organizzarsi con steward o personale dedicato per evitare possibili trasgressioni: la mancata applicazione dell’ordinanza prevede non solo sanzioni amministrative ma anche la sospensione dell’attività». L’insoddisfazione, però, è dei piccoli locali, di quelli che non hanno un plateatico e pochi posti al loro interno. «Resta consentita la consumazione al bancone, nel rispetto delle distanze, ma sicuramente avranno delle difficoltà dalle 20 in poi. Studieremo una soluzione: si potrebbe pensare a un distanziamento stabile davanti al locale, attraverso marker a terra e il buon senso dei cittadini». Un settore finito nell’occhio del ciclone ovunque con scene di affollamenti in molte grandi città. Perché dopotutto «le disposizioni sono ambigue, perché a torto a ragione si è andati verso la liberalizzazione della circolazione delle persone e dell’apertura quasi totale degli esercizi. Forse – è la posizione di Del Bono - In province come la nostra, particolarmente colpite dal virus, si doveva adottare una cautela maggiore». Da escludere la collaborazione dei tanto criticati assistenti civici. «Non capisco il clamore dietro queste figure: per noi sono un supporto indispensabile in molte situazioni, ma non credo siano adatti a questo ruolo in cui è fondamentale un approccio più militaresco», spiega il sindaco ricordando che le questioni di ordine pubblico sono prerogativa del questore «che ha promesso un potenziamento delle forze di polizia». Ma non guasterebbe una maggiore responsabilità dei cittadini. «Per favore abbiate tutela di voi stessi e degli altri, portate la mascherina quando non bevete o mangiate, non comportatevi come se non fosse successo nulla perché il virus c’è ancora – è l’invito - Il contagio è un rischio reale e l’alto numero delle persone positive, molto spesso asintomatiche, riscontrate dai test sierologici sono la prova. Siamo in una fase di convivenza con il virus e il pericolo di ripresa è reale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA