Militari schierati in città
La rete dei controlli
sempre più efficiente

Mascherina e guanti sono «armi» fondamentali di soldati FOTOLIVEI  soldati permetteranno alle forze di polizia di controllare altre zoneL’Esercito in piazza Vittoria per controllare se le persone in circolazione hanno effettiva necessità
Mascherina e guanti sono «armi» fondamentali di soldati FOTOLIVEI soldati permetteranno alle forze di polizia di controllare altre zoneL’Esercito in piazza Vittoria per controllare se le persone in circolazione hanno effettiva necessità
26.03.2020

Marta Giansanti L’Esercito è stato schierato. Un’eventualità che era nell’aria già da qualche giorno ma divenuta concreta ed effettiva ieri mattina. L’ennesima stretta per il contenimento della diffusione del Covid-19, un’ulteriore disposizione per frenare un’emergenza sanitaria che sembra non dare tregua alla nostra provincia. E così ieri la città di Brescia si è risvegliata ancora più «off limits». DIECI NUOVE pattuglie per presidiare il territorio cittadino: parchi pubblici, Castello, piazza Vittoria, il polmone verde della Maddalena. Uno schieramento capillare atto a contrastare gli spostamenti ingiustificati, le passeggiate «illegali» e le uscite senza una motivazione valida, di quelle che non rientrano nell’ultimo Dpcm del governo Conte. Ad arrivare in città i militari del Raggruppamento Tattico «Lombardia e Trentino Alto Adige» già impegnati nell’Operazione Strade Sicure nelle due regioni. Un’ulteriore supporto all’incessante lavoro delle forze dell’ordine nel controllo quotidiano delle persone «appiedate». Un potenziamento mirato a chiudere il cerchio contro i soliti «furbetti». Un deterrente per «convincere» anche i più ostinati a restare in casa, riducendo al minimo ogni spostamento. Perché è ormai divenuto indispensabile. Le strade deserte, il silenzio assordante e surreale sono le uniche armi realmente efficaci a «combattere» la diffusione del virus che, in poco più di quindici giorni ha portato via con sé oltre 900 persone e ne ha contagiate più di 6.500. Numeri drammatici che dovrebbero far riflettere e rendere coscienziosi. Ma laddove manca il buon senso arrivano norme da rispettare. Secondo le ultime misure emanate è consentito uscire solo per «comprovate esigenze lavorative», per «motivi di salute», per «situazione di necessità» e per «assoluta urgenza». Pene inasprite per i trasgressori: reclusione da 1 a 5 anni per chi viola la quarantena e multe fino a tremila euro per chi esce senza un valido motivo. Da ieri mattina i militari, armati anche di mascherina e guanti, hanno reso ancor più stringente la rete dei controlli a tutela della collettività locale. Molte le persone fermate: un impiego previsto fino al prossimo 5 aprile, con la possibilità di prorogare l’incarico se ritenuto necessario. Quindi: se l’emergenza da Coronavirus non dovesse rientrare. Per loro un pattugliamento costante in diverse zone strategiche della città. «Nei pressi dei parchi e aree versi, particolarmente soggette ad assembramenti, e nelle strade che conducono in Maddalena. Due militari, inoltre, presidieranno piazza della Vittoria», ha specificato il prefetto Attilio Visconti, risultato positivo al Covid-19 ad inizio mese ma, fortunatamente, nella schiera dei guariti e tornato energicamente a lavoro. «Venerdì scorso ho ricevuto la telefonata del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: è stata lei a segnalarmi l’opportunità di poter contare su 25 ulteriori militari dell’Esercito. Una possibilità ben gradita e accolta immediatamente: agiranno da supporto agli altri comparti. Sorveglieranno punti ben specifici, alleggerendo in questo modo il carico di lavoro delle forze di polizia che potranno concentrarsi su altre zone e luoghi del territorio», ha aggiunto il prefetto. Venticinque militari, alloggiati al Centro documentale dell’Esercito Italiano, ad incrementare i 15 in servizio ormai da anni nell’Operazione Strade Sicure e destinati alla sorveglianza esclusiva del Tribunale e della Stazione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA