«La mia preghiera,
il vostro grande
dolore»

Il sindaco Emilio Del Bono con il vescovo Pierantonio Tremolada al cimitero VantinianoIl pietoso momento della benedizione delle bare da parte del Vescovo nella chiesetta del cimitero UFFICIO STAMPA COMUNE DI BRESCIA
Il sindaco Emilio Del Bono con il vescovo Pierantonio Tremolada al cimitero VantinianoIl pietoso momento della benedizione delle bare da parte del Vescovo nella chiesetta del cimitero UFFICIO STAMPA COMUNE DI BRESCIA
25.03.2020

Silvana Salvadori Per la prima volta da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus, ieri il vescovo Pierantonio Tremolada è entrato nella cappella di San Michele al cimitero Vantiniano di Brescia. Qui vengono deposte le bare in attesa di essere seppellite nel camposanto della città o negli altri cimiteri della provincia, dato che gli obitori degli ospedali non riescono più a contenerle. Il vescovo ha così potuto portare la benedizione alle salme che erano presenti, una decina, accompagnato dal sindaco Emilio Del Bono e dall’assessore alla Protezione Civile Valter Muchetti. D’ora in poi, sarà un appuntamento fisso quello del vescovo nella Cappella di San Michele: ogni martedì pomeriggio alle 15 monsignor Tremolada tornerà in quella chiesa per benedire i defunti lì collocati in attesa dell’ultima sepoltura. Ma la visita al Vantiniano non è stata l’unica ad aver impegnato il vescovo nella giornata di ieri. Al mattino si è recato in visita alla Poliambulanza per un’ora di adorazione nella cappella dell’ospedale insieme con i sacerdoti che si occupano dell’assistenza spirituale. Dopo aver pregato a lungo, il vescovo ha visitato i reparti in allestimento accompagnato dal direttore generale Alessandro Triboldi e, aiutato dalla tecnologia, ha potuto incontrare anche il personale e i malati della Poliambulanza. Grazie all’interfono messo a sua disposizione, la sua voce ha raggiunto simultaneamente ogni stanza, ogni operatore sanitario, ogni paziente. DOPO AVER RINGRAZIATO l’enorme «generosità e dedizione del personale», il vescovo ha ricordato tutte le persone che in quelle stanze d’ospedale hanno concluso la loro esistenza terrena. «Il Santo Padre – ha poi aggiunto il vescovo – ha concesso la possibilità di sperimentare il perdono del Signore in una forma straordinaria. Per coloro che non sono coscienti, per chi sta per concludere il proprio cammino terreno, il perdono del Signore prende la forma dell’assoluzione generale. Per tutti gli altri, il Signore dona il suo perdono a quanti esprimono il desiderio di riceverlo e manifestano pentimento e dolore per le azioni sbagliate». Il vescovo ha dunque recitato la preghiera di perdono e assoluzione per tutte le persone in ascolto a cui era annessa, in via straordinaria e su indicazione del Santo Padre, anche l’indulgenza plenaria, e ha promesso di tornare ogni settimana a recitarla per quanti ne sentissero il bisogno. In questo tempo straordinario, questa è la sola forma di assoluzione concessa dato che non è possibile frequentare le chiese né tantomeno i confessionali. Il vescovo ha terminato la sua visita in Poliambulanza ricordando ancora che venerdì prossimo avrebbe celebrato la messa per tutti i defunti. Domani, e tutti i giovedì fino alla fine dell’emergenza, il vescovo si troverà invece nella cappella dell’ospedale Civile per un’ora di adorazione, anche questa volta insieme con i sacerdoti presenti nella struttura. Monsignor Tremolada ha voluto recarsi personalmente nei luoghi dove più grande è il dolore per essere il più possibile vicino a quanti soffrono, ma anche a coloro che lì operano costantemente per salvare vite. Gli appuntamenti al Civile, in Poliambulanza e nella Cappella di San Michele al Vantiniano saranno una tappa fissa della sua agenda settimanale. •