«Grazie bresciani
La generosità
ci porta lontano»

I  bresciani non solo hanno donato molto ma lo hanno fatto anche con una rapidità sorprendenteLa presidente Marta Nocivelli
I bresciani non solo hanno donato molto ma lo hanno fatto anche con una rapidità sorprendenteLa presidente Marta Nocivelli
26.03.2020

Simone Fausti La generosità del territorio bresciano tiene il passo del coronavirus. Sono tantissime le persone che hanno deciso subito di dare un contributo economico per sostenere gli sforzi del sistema sanitario locale e pra cominciano a vedersi i primi frutti. Oltre all’entità delle somme raccolte, la velocità ha giocato un ruolo cruciale: «Ci ha sorpreso in maniera incredibile assistere alla generosità dei bresciani e la velocità delle donazioni è stato il fattore vincente perché i soldi raccolti servono ora, vanno spesi immediatamente perché gli ospedali sono in una situazione critica» afferma Marta Nocivelli, presidente della Fondazione Spedali Civili Brescia. La Fondazione ha cominciato la raccolta fondi lunedì 9 marzo e al 24 marzo ha raccolto 2,7 milioni di euro la maggior parte dei quali sono stati subito spesi per realizzare gli interventi più urgenti: «Già settimana scorsa abbiamo realizzato 20 nuovi posti di terapia intensiva – spiega Nocivelli –. Postazioni complete di tutte le attrezzature necessarie per un valore totale di 1,8 milioni di euro, dal momento che ogni postazione costa circa 90mila euro». All’inizio la difficoltà principale era ottenere tutte le attrezzature necessarie nel minor tempo possibile, soprattutto i preziosissimi ventilatori: «Gli Spedali Civili hanno tempestato di chiamate i fornitori in ogni parte del mondo e infatti le attrezzature non sono arrivate tutte insieme. Alla fine però siamo riusciti a superare questa emergenza iniziale» sottolinea Nocivelli. NEL FRATTEMPO sono continuate le donazioni alla Fondazione che hanno coinvolto tantissimi soggetti diversi: persone fisiche, aziende, associazioni di categoria, studi notarili, studi legali, associazioni di volontariato come La Zebra Onlus che ha fatto diverse donazioni una delle quali del valore di 50mila euro. In genere l’importo di partenza è di circa 5 euro, fino ad arrivare alla donazione più importante effettuata dalla Banca di Credito Cooperativo di Brescia che la settimana scorsa ha donato 450mila euro, una somma che è stata utilizzata per la realizzazione di cinque postazioni di terapia intensiva. La cosa più incredibile è la cura che i cittadini stanno dimostrando per gli ospedali locali, un’attenzione che ha modificato anche gli atteggiamenti della Fondazione Spedali Civili Brescia: «Il 17 marzo abbiamo aperto un altro conto corrente per effettuare donazioni, sollecitati dalla Banca di Credito Cooperativo del Garda» racconta Nocivelli. «Il tutto è nato perché la gente di Montichiari ha fatto sentire la sua voce affinché si potesse aprire un canale di donazioni rivolto direttamente all’ospedale locale. Li abbiamo ascoltati e in una settimana abbiamo raccolto 180mila euro. È un popolo che si prende cura della sua gente». UNA SOLIDARIETÀ che ha fatto fatica a farsi spazio tra gli stati europei. «La scorsa settimana avevamo il problema delle mascherine - spiega Nocivelli - Aspettavamo un camion in transito dalla Svezia ma Macron ha imposto dei vincoli sull’export di alcuni materiali e dunque il nostro carico era rimasto fermo alla dogana di Basilea. Fortunatamente poi il problema si è risolto». L’emergenza di questi giorni è invece quella di reperire i dispositivi di protezione personale, soprattutto i camici che proteggono infermieri e medici. Lunedì 23 marzo gli Spedali Civili di Brescia avevano quasi finito le scorte e dunque si è innescata una vera e propria gara per cercare di reperirne il più possibile. Fortunatamente questa volta sono venute in soccorso alcune aziende bresciane. «Nel nostro territorio – spiega Nocivelli – abbiamo due tipi di aziende che utilizzano camici simili: le acciaierie e i colorifici o comunque chi tratta prodotti chimici. Molte aziende sono venute in nostro soccorso e sono incredibilmente grata soprattutto al Colorificio Bresciano e alla Fonderia di Torbole che sono stati attivissimi nella ricerca. Alla fine in dodici ore siamo riusciti a recuperare 1600 tute dai magazzini di diverse aziende, una quantità che dovrebbe bastarci fino alla fine della settimana, quando arriverà un carico dal fornitore». L’urgenza dei prossimi giorni riguarda la necessità di creare ulteriori posti di terapia intensiva, ma soprattutto il problema più grave in questo momento è la mancanza di operatori sanitari: «Ad oggi si sono ammalati circa 250 tra infermieri e medici negli Spedali Civili -spiega Nocivelli – C’è bisogno soprattutto di rianimatori e pneumologi perché le necessità cambiano di giorno in giorno ma il lavoro insostituibile è quello dei nostri uomini, soprattutto chi è specializzato nei problemi respiratori». «Il nostro personale sanitario è esausto ma grato - chiude Marta Nocivelli -. Senza le donazioni della gente, delle aziende, degli studi e delle associazioni non sarebbe possibile far fronte a questa emergenza. Chi non lavora in ospedale ed è rinchiuso in casa forse si sente impotente di fronte a questo virus eppure con il contributo di tutti stiamo fornendo le armi ai nostri medici e ai nostri infermieri che continuano questa battaglia senza sosta». •