Desenzano reagisce: il turismo sarà la chiave per riprendere slancio

Il rilancio di Desenzano passa dal rilancio del turismo: le previsioni sono negative ma si prova a ripartireLa prossima settimana riaprono i mercati di Desenzano e Rivoltella
Il rilancio di Desenzano passa dal rilancio del turismo: le previsioni sono negative ma si prova a ripartireLa prossima settimana riaprono i mercati di Desenzano e Rivoltella
Alessandro Gatta24.05.2020

La Fase 2 di Desenzano non può prescindere dal turismo: è questa la prima industria della città, settore che ai tempi pre-Covid valeva 100 milioni di euro l'anno solo per mangiare e dormire, quasi un milione di presenze, fino a 3mila dipendenti diretti. Niente sarà più lo stesso: le stime ipotizzano un crollo di presenze e fatturati fino al 70%. Ma si prova a ripartire: le spiagge attrezzate hanno già riaperto, dal 1 giugno (forse) anche quelle pubbliche. Aperti anche parchi e passeggiate a lago, ma l'attenzione resta alta: «Controlliamo tutto – spiega il sindaco Guido Malinverno – sia con agenti in divisa che in borghese, e poi con i droni della Polizia locale. Per motivi di sicurezza sono ancora chiusi tutti i giochi per bimbi». TEST IMPORTANTE saranno i mercati: dopo i primi con i banchi alimentari, dalla prossima settimana riapriranno con tutte le bancarelle, che sono 259 il martedì a Desenzano e 77 la domenica a Rivoltella. A San Martino hanno riaperto ieri la Torre e il Museo, c'è da aspettare per quelli gestiti dal Comune, compresi castello e biblioteche: «Concluderemo gli adeguamenti in settimana – continua Malinverno – e speriamo di riaprire tutto entro il 1 giugno». Per iniziative di sostegno economico sono già stati stanziati quasi 600mila euro: 328mila con fondi propri, di cui 236mila ai servizi sociali e poco meno di 100mila alle attività produttive, 154mila dal Governo per il Fondo di solidarietà alimentare, 123mila dalla Regione per il fondo affitti (esaurito in pochi giorni). In programma anche l'ampliamento dei plateatici e la prima ora di sosta gratuita fino a fine luglio. A Desenzano si contano 41 alberghi: in pochi hanno già riaperto, per molti altri si aspetta il prossimo weekend. «Sappiamo che qualcuno non aprirà nemmeno – ammette Marco Polettini, presidente del Consorzio albergatori –: aspettiamo il ponte del 2 giugno, primo vero test di stagione. Abbiamo qualche richiesta, di soli lombardi: per una ripresa delle presenze prima di luglio non se ne parla. Tutto dipenderà dai turisti stranieri, ma anche a essere ottimisti prevediamo un crollo del fatturato come minimo del 50%». Qualcosa si muove nel settore delle case vacanze, che a Desenzano sono quasi 800, ma è ancora poco: «Le ville singole con piscina sono già tutte prenotate – spiega Carlo Claverini, presidente di Desenzano Holiday – ma è solo del 3% dell'offerta. I tedeschi iniziano a chiamarci, vorrebbero venire da luglio. Per giugno abbiamo qualche richiesta dalla Lombardia, ma se - come sembra - riaprono le regioni, le prenotazioni si svuoteranno: il Garda, purtroppo, non ha appeal sul mercato italiano». Almeno in centro storico i negozi hanno riaperto quasi tutti, mentre tra bar e ristoranti più di uno su 4 non ha ancora rialzato le serrande. «La gente è fiduciosa, c'è voglia di ricominciare – chiosa Luca Liloni, vicepresidente di Desenzano Sviluppo Turistico –: devo dire che la ripartenza la pensavo peggio. Ma il lago senza turisti sarà un lago vuoto». •