Bambini e Covid:
tamponi per
i sintomatici

I pediatri hanno chiesto la possibilità di prescrivere tamponi
I pediatri hanno chiesto la possibilità di prescrivere tamponi
Natalia Danesi20.05.2020

Un piccolo passo avanti è stato fatto. Da qualche giorno i pediatri bresciani possono prescrivere i tamponi ai bambini sintomatici. Lo ha stabilito la Regione e comunicato Ats, e la decisione è arrivata dopo una dura lettera di denuncia pubblicata anche dal nostro quotidiano, firmata 176 pediatri tra cui una sessantina in servizio sul nostro territorio che, tra l’altro, lamentavano come il tampone potesse essere effettuato sui più piccoli solo in caso di ricovero. «CI HANNO ora concesso di richiedere i tamponi per i bambini sintomatici che riteniamo possano avere un’infezione da Covid, da effettuare gratuitamente. I genitori devono prendere appuntamento nell’ospedale della zona di residenza e l’esame avviene in modalità drive through. Una metodica, quella dell’automobile, che riteniamo totalmente sbagliata per i bambini, per i quali abbiamo chiesto percorsi differenziati e specifici in ambulatori esterni agli ospedali», sottolinea Emanuela Bresciani, una delle firmatarie, che ha diffuso la missiva. Non solo. I pediatri lamentano l’impossibilità di prescrivere i test sierologici. «In questo periodo abbiamo segnalato, come da obbligo, i casi Covid positivi, ma non i sospetti Covid, che non hanno effettuato i tamponi. Nel caso in cui uno dei componenti della famiglia sia Covid positivo, l’Ats chiama e indica a titolo epidemiologico la possibilità per il bambino di effettuare il sierologico - spiega ancora la pediatra -. Chi altro lo desidera ma non è dentro questo percorso può effettuare il test a pagamento con la conseguenza che, se risulta una positività, capita che i pazienti si rivolgano a noi per un tampone che in caso possiamo prescrivere solo su carta bianca intestata. Il fatto che il test sia riservato ai privati genera una grossa differenziazione tra chi può permetterselo e chi no. Noi chiediamo la possibilità di prescriverlo a tutti nei casi in cui lo riteniamo opportuno», prosegue la dottoressa. Peraltro la «sorveglianza epidemiologica, che è la finalità primaria della sierologia, è dovuta e non è corretto lasciare liberi di effettuare o meno lo screening». • © RIPRODUZIONE RISERVATA