Ops Intesa-Ubi,
conto
alla rovescia

Ubi Banca: dal prossimo 6 luglio il via al periodo di adesione all’Ops lanciata da Intesa Sanpaolo FOTOLIVE
Ubi Banca: dal prossimo 6 luglio il via al periodo di adesione all’Ops lanciata da Intesa Sanpaolo FOTOLIVE
Manuel Venturi30.06.2020

Inizia il conto alla rovescia per l’avvio dell’Offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca. Lunedì 6 luglio, alle 8,30, partirà l’operazione (si dovrebbe concludere il 28 luglio alle 17.30, salvo proroghe decise da Ca’ de Sass) che punta a creare un gruppo bancario da almeno 5 miliardi di euro di utili nel 2022. INTESA Sanpaolo scalda i motori per cercare di concretizzare una partita basata su «solidi fondamentali industriali e in grado di rafforzare il sistema finanziario italiano», come ha sottolineato l’amministratore delegato, Carlo Messina, in occasione della pubblicazione del documento d’offerta, avvenuta dopo il vaglio di tutte le attività di vigilanza, ossia Banca d’Italia, Bce, Ivass e Consob. Si rimane in attesa della decisione dell’Antitrust, che ha richiesto ulteriori garanzie a Ca’ de Sass per garantire il rispetto della concorrenza: in questo senso si legge la volontà di Intesa a cedere 532 filiali di Ubi (contro le 400-500 ipotizzate all’inizio) a Bper Banca, più altre eventuali 17 «entro i primi nove mesi dal pagamento dell’offerta». L’Agcm si pronuncerà entro il 25 luglio, nel frattempo l’Offerta può partire con un concambio di 17 azioni Intesa di nuova emissione ogni 10 di Ubi portate in adesione. Entro la fine della settimana in corso arriverà anche la replica di Ubi, chiamato a esprimersi sull’Ops entro il giorno precedente all’avvio del periodo di adesione: si attende la riunione del Cda, ma dal clima aspro di questi ultimi mesi è facilmente prevedibile che la banca guidata da Victor Massiah si esprimerà in modo negativo. Car e Patto dei Mille, che insieme detengono poco più del 20% del capitale di Ubi, già nei mesi scorsi hanno respinto la proposta definendola «inaccettabile» e «priva di razionali economici». In arrivo anche le valutazioni di Sociètè Generale Cib, advisor nominato il 20 giugno scorso della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, per valutare costi e benefici per gli azionisti Ubi dell’Offerta. Oggi, invece, è prevista l’assemblea del Sindacato Azionisti Ubi Banca spa, presieduto da Franco Polotti, dopo che la riunione prevista a febbraio era stata rinviata causa Coronavirus. Dall’approfondimento del documento di offerta emergono altri elementi sul futuro gruppo che sorgerebbe dall’integrazione. Sul versante del nuovo credito e del sostegno non solo alle Pmi, Intesa «valorizzerà con positive ricadute sul territorio e sulle famiglie l’attività di credito su pegno oggi svolta da Ubi Banca, eventualmente rafforzandone l’operatività e la presenza», realizzando i Consigli del Territorio: sono definiti come «cabine di regia per il coordinamento degli interventi», composti da «esponenti del gruppo come risulterà all’esito dell’eventuale perfezionamento dell’Offerta e personalità di spicco del tessuto locale». LE SEDI SARANNO quattro - Brescia, Bergamo, Cuneo e Bari - dotate di autonomia e di una rete di centinaia di filiali ciascuna; alla guida «puntiamo a collocare le migliori capacità manageriali di Ubi», sottolinea Ca’ de Sass. Sono previsti anche un centro di eccellenza per l’agricoltura e l’allevamento a Pavia e «il rafforzamento della leadership nell’ambito environmental social governance e dell’impact Banking, tramite iniziative volte a valorizzare il ruolo culturale e di formazione multidisciplinare di centri universitari». Nelle previsioni dell’Ops, lanciata il 17 febbraio - e notificata nelle scorse settimane alla Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha confermato come «l’operazione non rientri nell’ambito di applicabilità della disciplina in materia di golden power», cioè il diritto di veto del governo sulla compravendita di azioni di aziende strategiche per l’economia nazionale - si parla di un gruppo capace di erogare ulteriore credito per 10 miliardi di euro nel triennio 2021-23, attività finanziarie della clientela per oltre 1100 miliardi di euro e l’assunzione di 2500 giovani. • © RIPRODUZIONE RISERVATA