Camozzi senza
ostacoli e più
forte del Covid

I vertici del gruppo Camozzi, con quartier generale a Brescia, sempre più internazionalizzato
I vertici del gruppo Camozzi, con quartier generale a Brescia, sempre più internazionalizzato
R.EC.14.07.2020

Un 2019 all’insegna delle soddisfazioni, un 2020 che si preannuncia ancora positivo, nonostante gli effetti dell’emergenza da Coronavirus, per il gruppo Camozzi con quartier generale a Brescia. UNA CAPACITÀ di resistere alle sfide, non solo dei mercati, fondata sulla forza che caratterizza un sistema di aziende integrato per competenze e capace di sviluppare brevetti trasversali. «Ma anche sulla nostra costante attenzione al capitale umano e alla formazione, sempre più asset strategici», sottolinea il presidente e amministratore delegato, Lodovico Camozzi: è figlio del Cavaliere del Lavoro, Attilio Camozzi (scomparso il 2 ottobre 2015), che ha avviato, con i fratelli Luigi (ora presidente onorario) e Geromino, quell'iniziativa imprenditoriale diventata negli anni un gruppo attivo nei settori automazione industriale (il core business), macchine utensili, meccanotessile, fusioni e lavorazioni nonché in campo digitale e soluzioni IoT. Nelle diverse controllate (una trentina tra produttive e commerciali) sono impegnati anche figli e nipoti dei fondatori. Una realtà sempre più internazionalizzata, come testimonia l’apertura - quest’anno - della nuova filiale commerciale e di assemblaggio in Turchia (nei pressi di Istanbul). Una ulteriore forza in un anno che «se non succederà nulla di straordinario in termini di ripresa della pandemia, oppure di dazi e disturbi geopolitici, considerati i risultati conseguiti nella parte iniziale, si prospetta in crescita e ci consente di essere moderatamente positivi», dice il presidente Camozzi. Un esercizio, quello in corso, segnato per il gruppo - attraverso Camozzi Automation e Camozzi Digital - dalla fornitura (diretta o indiretta a ospedali) di componenti di automazione per l’ossigeno nel periodo clou dell’emergenza. E nel 2021, tramite la controllata americana Ingersoll Machine Tools, sarà avviata la realizzazione della maxi struttura in acciaio a supporto del telescopio giante «Magellano» che sarà poi installato in Cile. IN ATTESA dei prossimi traguardi, Camozzi archivia il 2019 con ricavi consolidati in aumento da 419 milioni di euro a 425 mln di euro (l’85% realizzato all’estero) e un risultato netto ancora in doppia cifra a 19 milioni di euro. Lo sforzo sul fronte degli investimenti si impenna a 59 mln di euro, in gran parte per il completamento degli interventi a Polpenazze e Palazzolo sull’Oglio, per beni strumentali e componestistica, oltre che per robot e cobot. La forza lavoro sale ancora e arriva a 2.620 addetti (oltre la metà in Italia), «ulteriore conferma dell’importanza del capitale umano per noi», conclude Camozzi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA