Beretta in corsa
negli Usa per
il super-fucile

Lo squadrone eliportato dei carabinieri con il Beretta Arx 160 A3
Lo squadrone eliportato dei carabinieri con il Beretta Arx 160 A3
V.R.11.09.2019

Beretta Defense Technologies, ramo del gruppo di Gardone Valtrompia, è fra i tre finalisti in America di una sfida senza precedenti nel campo dell’industria armiera: dotare l’Us Army, l’esercito degli Stati Uniti, di un tipo di fucile completamente nuovo.


IL PROGRAMMA si chiama «Next generation squad weapon», arma di squadra di prossima generazione: «Dovrà combinare - così era scritto nella notice del Governo americano che lanciava il concorso - la potenza di fuoco di una mitragliatrice con la leggerezza e la precisione di un fucile». Un anno fa, al lancio del bando del Pentagono, l’interesse verso questo progetto era stato confermato a Bresciaoggi da Carlo Ferlito, direttore generale della Fabbrica d’Armi Pietro Beretta: «Abbiamo deciso di seguire con interesse questo programma e abbiamo già delle idee su che cosa potremmo offrire - aveva detto Ferlito nel maggio 2018 -: siamo in fase di studio su idee e concetti». Trascorso un anno, si apprende che Beretta ha lavorato in questi mesi con due partner, General Dynamics Ots (ramo della grande corporation statunitense) e True Velocity, produttore texano di munizioni, arrivando fra i tre finalisti del programma del governo americano in lizza con altri due raggruppamenti: uno a guida Sig Sauer e l’altro che unisce Heckler & Koch, Textron e Winchester. Tutto molto riservato, quasi segreto, tanto che è stata la partner texana di Beretta, True Velocity, a rivelare con i primi risultati l’effettiva partecipazione al progetto da parte del gruppo valtrumplino: «La nostra munizione composita - si legge in un comunicato diffuso dall’azienda di Garland, Texas - è stata selezionata per il programma dell’Us Army ed è stata presentata come parte del sistema d’arma Ngsw con General Dynamics Ots e Beretta Defense Technologies». Così si scopre quasi per caso la partecipazione del gruppo di Gardone a uno dei programmi più innovativi e ambiziosi degli ultimi decenni nel campo delle tecnologie per le armi portatili.


COME ARMA di squadra di prossima generazione, il super-fucile dovrà sostituire nella Us Army la mitragliatrice leggera M249, versione americana della Lmg Minimi attualmente adottata come arma di squadra da tutte le forze armate dei Paesi della Nato. Non sarà però una nuova mitragliatrice, e nemmeno un nuovo fucile: un nuovo tipo di arma, che adotterà il calibro 6.8 (come «ibrido» tra il 5.56 troppo leggero e il 7.62 troppo pesante). Ma questo 6.8, l’Us Army, dovrà essere una munizione rivoluzionaria, più veloce e potente di tutte quelle esistenti. La comunicazione di True Velocity, partner di Beretta in questa impresa, parla infatti di un «composite design» per una munizione in 6.8 con il bossolo in polimero e il fondello in metallo che, «combinando l’esperienza e l’innovazione di True Velocity, di General Dynamics Ots e di Beretta, fornirà all’esercito degli Stati Uniti un vantaggio definitivo sul campo di battaglia». E il seguito alle prossime puntate.


INTANTO c’è spazio per registrare anche l’attività di Beretta in Italia: questa estate ha ricevuto una nuova commessa dai carabinieri. Il 19 agosto l’Arma ha pubblicato la deliberazione a contrarre per un ultimo lotto di 588 fucili d’assalto Arx 160 A3 (346 per le esigenze all’estero), a completamento del programma avviato nel 2016 con l’acquisto, in due precedenti lotti, di 1.777 armi dello stesso tipo, distribuite alla Brigata mobile, agli squadroni eliportati e al reggimento «Tuscania dei carabinieri.


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