Acciaio, il futuro
«impone»
nuove sinergie

Emanuele Morandi, presidente e amministratore delegato di Made in Steel, durante il suo interventoFino a domani a Fieramilano l’ottava edizione di «Made in Steel»
Emanuele Morandi, presidente e amministratore delegato di Made in Steel, durante il suo interventoFino a domani a Fieramilano l’ottava edizione di «Made in Steel»
Silvana Salvadori 15.05.2019

Silvana Salvadori MILANO Freddo come il metallo, caldo come il cuore dell’uomo. L’acciaio racchiude in sé i due opposti del suo stato termico che ben rappresentano il primo giorno dell’ottava edizione di «Made in Steel», la principale conference & exhibition del Sud Europa per la siderurgia: inaugurata ieri a Fieramilano Rho è aperta fino a domani con la regia di Siderweb e il titolo «Steel Human - Sustainability and innovation». TRE GIORNATE ricche di occasioni (non solo espositive) per le 312 aziende presenti: una grande vetrina dove incontrarsi, parlare, confrontarsi sul presente e soprattutto sul futuro del settore. Ma questa è, prima di tutto, l’edizione dedicata all’uomo. «Restiamo umani, l’acciaio è uno strumento creato dall’uomo per l’uomo, questo deve tornare al centro del nostro modello di business». Così Emanuele Morandi, presidente e amministratore delegato di Made in Steel, ha inaugurato la manifestazione. «L’acciaio sarà una delle materie prime più importanti per l’industria manifatturiera, il settore in grado di dare sviluppo e crescita al Paese - ha aggiunto Morandi -. Per questo dobbiamo guidare il cambiamento: i dati e la vicinanza al mercato sono il futuro. Qui è rappresentata tutta la filiera, ancora frammentata, dobbiamo trovare punti di accordo per intercettare il cambiamento del paradigma Industry 4.0. Voglio quindi rinnovare l’appello che ho lanciato nel 2017: siamo pronti ad aprire il capitale di Made in Steel alle associazioni di categoria intenzionate a partecipare a momenti di riflessione comune». Per Fabrizio Curci, amministratore delegato di Fiera Milano «Made in Steel ha già vinto la sfida del cambiamento proponendo un appuntamento che non ha paura di trasformare il proprio formato per evolvere. Siete qui per un momento di confronto, per mettere in discussione lo status quo e questo non è da tutti, come pensare di riportare la persona al centro del business». Anche Alessandro Banzato, leader di Federacciai, ha insistito sull’importanza di rendere più unita la filiera «per uscire da qui più forti insieme. Il settore è sempre alla ricerca di soluzioni nuove, ma chi le governa è l’uomo». Riccardo Benso, presidente Assofermet, ha chiesto «un approccio più evoluto per superare le differenze perché i temi globali lo impongono». Per Alessandro Mattinzoli, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia, «se un settore così “freddo” mette al centro di tutto la persona e la sostenibilità dei suoi processi, significa che c’è ancora un futuro. Sappiamo che il sistema Paese non vi mette nelle condizioni ottimali per essere competitivi, ma noi siamo al vostro fianco per sostenere la filiera e il lavoro per i giovani. Anche la politica deve evolversi mettendo al centro conoscenza e contaminazione: impariamo a sederci intorno a un tavolo per essere utili al cittadino e alle imprese». La principale conference and exhibition del Sud Europa per la siderurgia, nata a Brescia e poi traslocata a Milano nel corso degli anni, si conferma un’ottima vetrina per le aziende. «La manifestazione è un momento di incontro, un’occasione per intensificare i contatti con clienti e fornitori. Di fatto è un grande facilitatore di relazioni», ha detto Domenico Campanella, presidente di Caleotto (joint tra Duferco Italia Holding e Feralpi Siderurgica) e amministratore delegato di Duferco, interpretando il pensiero delle tante aziende bresciane presenti. Già nella prima giornata le presenze a Made in Steel sono in aumento di circa l’8%. • © RIPRODUZIONE RISERVATA