NEWMAN SANTO DELLA RAGIONE

John Henry Newman fu nominato cardinale dal Leone XIII nel 1879
John Henry Newman fu nominato cardinale dal Leone XIII nel 1879
13.10.2019

Tra i nuovi santi proclamati oggi da Papa Francesco c’è anche John Henry Newman. Teologo e filosofo nato a Londra, già presbitero anglicano, Newman visse con disagio la fase di secolarismo in cui si trovava la Chiesa d’Inghilterra nel XIX secolo: entrato a far parte del Movimento di Oxford, ne divenne uno degli animatori. Convertitosi al cattolicesimo, fu di nuovo ordinato prete nella Chiesa cattolica, impiantando sul suolo britannico la società di vita apostolica degli Oratoriani, di cui aveva deciso di essere membro. Fu elevato al cardinalato nel 1879 da Leone XIII. Particolarmente osteggiato da una parte della gerarchia cattolica del suo tempo, per la decisa convinzione che anche i laici dovessero partecipare alla vita della Chiesa, fu invece considerato uno dei «padri assenti» del Concilio Vaticano II per l’influsso che il suo pensiero teologico e filosofico ebbe sull’assise vaticana, decine di anni dopo la sua morte. È stato considerato da alcuni uno dei più grandi prosatori inglese e il più autorevole apologista della confessione cattolica che la Gran Bretagna abbia prodotto, e uno dei più importanti nella storia del cristianesimo. Sulla sua tomba è scolpito l’epitaffio da lui stesso composto, che doveva narrare, secondo l’intento di Newman, la sua evoluzione confessionale: «Ex umbris et imaginibus in veritatem» (Dall’ombra e dai simboli alla verità). Newman, amatissimo da Benedetto XVI anche per le riflessioni sul rapporto tra fede e ragione, è molto popolare in Gran Bretagna e negli Usa per la sua proposta educativa e spirituale (celebri sono i Newman Centers negli atenei non cattolici): giunse ad anticipare sviluppi che si sarebbero compiuti soltanto nel XX secolo, al punto di essere stato annoverato appunto tra i «padri assenti» del Concilio, in particolare per quanto riguarda il primato della coscienza (ripreso poi nella costituzione «Dignitatis humanae»), la concezione di Chiesa, le idee sul laicato e la lotta al relativismo etico. Oltre ad essere beatificato da papa Ratzinger, Newman è diventato il santo patrono di quei sacerdoti e fedeli anglicani che hanno scelto di convertirsi al cattolicesimo. TRA LE RIFLESSIONI più interessanti di Newman quelle sull’idea di università. Lui cresciuto a Oxford arrivò a concepire un’università senza professori ed esami, che fosse anzitutto una comunità. Un’idea provocatoria, ma molto attuale secondo la quale è sempre preferibile una crescita di sé che si realizza nel rapporto con altre persone rispetto a un’istruzione che pretende di riempire lo studente di nozioni. Proprio quella dimensione che sempre più spesso manca oggi all’università più preoccupata di istituire nuovi corsi di laurea e di aumentare il numero delle matricole che di una formazione completa dei giovani. Una grave carenza se si pensa quanto nel mondo del lavoro siano sempre più richieste le cosiddette «soft skill», quelle competenze trasversali che vanno ben al di là di un apprendimento nozionistico. In questo senso Newman 150 anni fa aveva anticipato quanto tanti cattedratici oggi faticano a vedere. • © RIPRODUZIONE RISERVATA