MARELLA, ADDIO ALL’ULTIMO CIGNO

Una delle immagini del suo libro «Ho coltivato il mio giardino»
Marella Caracciolo di Castagneto con il marito Gianni Agnelli al Quirinale nel 1991Marella Agnelli nel 2009
Una delle immagini del suo libro «Ho coltivato il mio giardino» Marella Caracciolo di Castagneto con il marito Gianni Agnelli al Quirinale nel 1991Marella Agnelli nel 2009
Amalia Angotti 24.02.2019

Elegante, raffinata e riservata. Un volto antico e quel collo lunghissimo che portò lo scrittore Truman Capote a definirla «L’ultimo cigno». Marella Caracciolo di Castagneto, vedova dell’Avvocato Giovanni Agnelli, è morta a quasi 92 anni. Si è spenta a Villa Frescot, la casa di famiglia sulla collina torinese, dove ritornava spesso dopo i soggiorni a Marrakesh e a Saint Moritz. Appassionata di arte, di fotografia e di giardini, lascia la figlia Margherita, i nipoti John, Lapo e Ginevra Elkann, Pietro, Sofia, Maria, Anna e Tatiana de Phalen, nove pronipoti. Marella nasce a Firenze il 4 maggio 1927, da un’aristocratica famiglia napoletana: il padre, Filippo Caracciolo principe di Castagneto, scrittore e diplomatico, era stato sottosegretario di governo e segretario generale del Consiglio d’Europa. La mamma Margaret Clarke era americana. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Parigi, si dedica alla fotografia sotto la guida di Erwin Blumenfeld, celebre firma di Vogue e Harper Bazaar. L’incontro con Gianni Agnelli risale al 1953: le nozze vengono celebrate con rito religioso in una chiesetta nel castello di Osthofen nei pressi di Strasburgo. A giugno del 1954 nasce Edoardo e, due anni dopo, Margherita. Marella resta a fianco di Gianni Agnelli, con cui condivide la passione per l’arte moderna, fino alla sua morte nel 2003. Tra i momenti più dolorosi il suicidio del figlio Edoardo nel novembre 2000 e i contrasti con la figlia Margherita per questioni ereditarie. Amante di giardini, se ne occupa direttamente collaborando con il paesaggista Paolo Pejrone e pubblicando diversi libri. Valentino l’ha definita «la donna più elegante del mondo con Jacqueline Kennedy», Andy Warhol l’ha inserita con il marito in una in una delle sue serie di serigrafie colorate. Personaggio internazionale, di casa a New York e a Saint Moritz, nei board di importanti fondazioni d’arte, Marella è stata sempre molto legata a Torino. «Una figura illustre che ha accompagnato la storia del 900 torinese con garbo ed eleganza», afferma il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, mentre la sindaca Chiara Appendino sottolinea «il ruolo importante, che ha rivestito nel mondo dell’arte e della cultura». Per il Comune di Forte dei Marmi, dove la famiglia Agnelli ha trascorso lunghi periodi, «si chiude definitivamente un’epoca». Piero Fassino ricorda Marella come «una donna di rara gentilezza e grande discrezione, che viveva con passione e competenza ogni forma di espressione artistica ed estetica». La «saluta con commozione» la Juventus. Esprime cordoglio la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli che la definisce «una donna di grande spessore culturale». I funerali si terranno in forma strettamente privata, domani alle 11, nella chiesa di San Pietro in Vincoli, vicino alla residenza di famiglia di Villar Perosa, dove il Comune ha proclamato il lutto cittadino: qui Marella riposerà accanto all’Avvocato. Una cerimonia pubblica è prevista a Torino in occasione del trigesimo. •

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