La mitologia moderna firmata de Chirico e Savinio

16.03.2019

PARMA, A Giorgio de Chirico (1888-1978) e Alberto Savinio (1891-1952), i «Dioscuri» dell’arte del XX secolo, la Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) dedica la mostra «Una mitologia moderna», da oggi 16 marzo al 30 giugno. L’esposizione - curata da Alice Ensabella, dell’università di Grenoble, e Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione - ricostruisce criticamente le fonti comuni dei fratelli de Chirico per metterne in evidenza affinità, contrasti e interpretazioni del fantastico universo che prende forma nelle loro traduzioni pittoriche, letterarie e teatrali. Sono oltre 150 le opere annunciate alla Villa dei Capolavori, tra dipinti e lavori grafici, in un percorso che, dalla nascita dell’avventura metafisica, si focalizza su un moderno ripensamento della mitologia e giunge alla ricca produzione per il teatro e l’opera lirica del Teatro alla Scala. «Sono l’uno la spiegazione dell’altro», scriveva Jean Cocteau dei due fratelli de Chirico. Vicinissimi nei primi passi delle rispettive carriere, de Chirico e Savinio lavorano a stretto contatto nei primi anni parigini. Andrè Breton definiva il loro lavoro «indissociabile nello spirito»: le visioni concepite da Giorgio in quegli anni trovano un corrispettivo letterario nella poetica del fratello. Nonostante il merito sia stato storicamente attribuito al genio di de Chirico, ad oggi è ormai riconosciuto il ruolo rivestito da Savinio nell’elaborazione dell’estetica metafisica. Entrambi fin da giovani dimostrano caratteri e approcci diversi alla pratica artistica: Savinio, figura poliedrica, nasce come musicista e compositore, diviene in seguito scrittore e approda alla pittura solo a 35 anni; de Chirico, dalla personalità più decisa e granitica, individua fin dall’adolescenza la sua strada nella pittura. Le opere provengono da importanti istituzioni tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Mart di Rovereto, Teatro alla Scala, Collezione Barilla. •