Pintossi, l’infinito si nota nelle piccole cose

Particolare della locandina Pintossi, la lussureggiante bellezza della natura al centro della mostra
Particolare della locandina Pintossi, la lussureggiante bellezza della natura al centro della mostra
Giampietro Guiotto 04.01.2019

La ventina di fotografie su tela in grande formato, eseguite in un autunno ricco di colori da Ivan Pintossi e visibili ora allo Spazio Arte Villa Fenaroli a Rezzato fino al 20 gennaio, sono una riflessione poetica sull'incapacità umana di cogliere l'integra bellezza della natura, perché il nostro sguardo, al pari di quello fotografico, fissa solo l'attimo di una natura che vive e si trasforma incessantemente. Così, mano a mano che procede la semplificazione della mente e la consapevolezza di cogliere frammenti d'universo, sorge nell'animo del fotografo-poeta la volontà di prestar attenzione alle piccole cose e cogliere attraverso di esse l’eterno e l’infinito, il particolare e l'universale. Pintossi osserva e indaga la natura per trasformarla in simbolo, cosicché le sue opere appaiono gigantografie di fiori di un giardino incantato, accompagnate, poi, da riflessioni sui concetti di tempo, amore e natura. «L'amore fiorisce senza preoccuparsi di se stesso perché ogni giorno sa che si rinnoverà all'infinito», canta il poeta, mentre, se si alza lo sguardo dalla spina di una rosa, il lume di una lucciola sprigiona una perla, a dimostrare che una sola goccia di rugiada è come diamante nella pietra. Pistilli cadono sulle ali del vento, mentre le foglie, rosicchiate e ricamate dal verme, abbandonano l'albero della vita per mutarsi in slabbrato tappeto, quello che ricorda lo scorrere del tempo e copre l'equilibrio sconosciuto del mondo. La mostra, curata da Rosa Lardelli con la presentazione critica di Luigi Mazzoleni, sottolinea come la fotografia sia il medium più efficace per entrare nell'intima dimensione con la natura, fino a innalzarsi a canto poetico che, come un canto d'uccello, sgorga all'improvviso e rompe il silenzio. Si sa, tutto nasce dal silenzio per tornare al silenzio; ma la bellezza di questa natura di Pintossi non smette mai di generare meraviglia, produrre assonanze, , ridestare sentimenti, forse infantili, ma sempre latenti, far lievitare emozioni dimenticate, ritenute un tempo inconsapevolmente fuggenti. •