La pittura su san Girolamo protettore di orfani e malati

Opera di Francesco Zuccarelli
Opera di Francesco Zuccarelli
Francesco De Leonardis 14.11.2018

A quattrocento anni dalla canonizzazione di Gerolamo Miani, fondatore dei padri somaschi, il Museo d’arte e cultura sacra di Romano di Lombardia ha allestito una mostra che delinea lo sviluppo dell’iconografia del santo in particolare nel territorio della diocesi di Bergamo, del quale ancor oggi fa parte Somasca di Vercurago, casa madre dei padri somaschi. La mostra, curata da Angelo Loda, conservatore del MACS e funzionario responsabile del settore storico-artistico della Soprintendenza di Bergamo e Brescia, riunisce per la prima volta una serie di tele provenienti per lo più dal territorio bergamasco alle quali si aggiungono alcuni quadri di grande importanza conservati in territorio bresciano. Girolamo Miani è stato un santo anticipatore della Controriforma. Nato a Venezia nel 1486, intraprese la carriera militare: gettato in carcere dai nemici durante la guerra della Lega di Cambrai, si trovò miracolosamente liberato grazie all’intercessione della Vergine; consacratosi a Dio si prodigò in opere di carità, insieme ai compagni radunati con lui, dedicandosi specialmente agli orfani e, in occasione delle frequenti pestilenze, agli infermi. Morì di peste, contratta mentre curava gli ammalati, nel 1537 a Somasca. IL SANTO ebbe numerosi rapporti anche con Brescia. Giunse in città la prima volta nel 1532, invitato dai soci della Compagnia del Divino Amore, nell’occasione suggerì alle pubbliche autorità l’istituzione di un orfanatrofio, poi istituito nel 1534, e di una scuola per fanciulli. Forse già nel 1535 era presente a Brescia la congregazione dei Somaschi che nel Seicento si stabilì presso la chiesa di San Bartolomeo (via Moretto) dove rimase fino alla soppressione nel 1797. Nel percorso espositivo della mostra a una serie di ritratti con l’effigie del santo, che vanno dalla fine del sedicesimo all’inizio del diciannovesimo secolo, seguono alcune opere relative agli episodi più significativi della sua vita terrena, in particolare la liberazione dal carcere, alcuni miracoli e i suoi funerali. Il nucleo centrale della mostra è contrassegnato dalla visione ravvicinata di una serie di pale d’altare di grande formato in cui il santo è per lo più raffigurato di fronte alla Madonna col Bambino ai quali presenta un gruppo di ragazzi, per sottolineare il precipuo carisma educativo da sempre rivestito dai somaschi. DAL TERRITORIO bresciano proviene la bella pala di Francesco Zuccarelli con San Girolamo Miani che presenta i fanciulli alla Vergine che era nella chiesa di San Bartolomeo a Brescia ed è ora conservata presso la Pinacoteca Repossi di Chiari; con la grande tela è esposto per la prima volta anche il bozzetto in collezione privata bresciana. Dal Duomo Nuovo arriva invece il San Girolamo liberato dalla Vergine di Giuseppe Tortelli (anche questa tela era in San Bartolomeo), mentre la Fondazione Casa di Dio ha prestato un dipinto seicentesco con San Girolamo che è una delle prime testimonianze iconografiche del santo. Mostra aperta fino al 14 dicembre, il sabato e la domenica 9.30-12 e 16-19. •