Il Moca dà una chance ai giovani fotografi

«Give photography a Chance» per due settimane in via MorettoAl Moca nove fotografi under 26
«Give photography a Chance» per due settimane in via MorettoAl Moca nove fotografi under 26
MA.GIA. 30.11.2018

Nove fotografi. Nove under 26 e la grande opportunità di esporre i propri scatti in un MoCa trasformato nel tempio della fotografia: ma anche un’occasione per i professionisti adulti di scoprire il nuovo linguaggio parlato di una foto contemporanea. Sono loro: Chiara Agazzi, Giulio Bocciardi Ricca, Lorenzo Colombo, Luca Lavazza, Benedetta Luiselli, Roberta Mobini, Silvia Quadrini, Silvia Tironi e Silvia Vitale e le loro creazioni, opere fotografiche che hanno trovato spazio e visibilità all’interno di palazzo Martinengo Colleoni in via Moretto nella mostra «Give photography a Chance», resa possibile dal Centro della fotografia italiana, inaugurata ieri e visitabile gratuitamente per due settimane. «Vi avvicinate al mondo della foto con il giusto approccio - è stato il complimento di Renato Corsini, direttore del Ma.Co.F -. L’allestimento dimostra la vostra capacità di raccontare qualcosa attraverso un vero progetto fotografico e abbandonando lo stile dilettantistico e amatoriale della bella ma singola immagine, in un campo artistico in cui ognuno, con lo smartphone, può sentirsi un potenziale fotografo». Loro sono professionisti, studenti o ex studenti di scuole e corsi di laurea in Fotografia, in grado dialogare con un collage di scatti descrivendo i propri pensieri. Concetti estetici ma anche momenti di reportage in un susseguirsi di piccoli particolari, espressione del loro sguardo sul mondo e strumento di osservazione per chi ammira «il progetto fotografico». C’è chi ha voluto «andare oltre la monotona visione passiva per scoprire realtà inedite», chi ha voluto descrivere «l’amore come l’unica forza capace di elevare spiritualmente la persona» e chi ha immortalato «personaggi nella loro normalità e naturalità con il proprio smartphone alla mano, divenuto ormai appendice di ogni persona». Scatti che riuniscono, come in un puzzle di corpi celesti, i 284 nei della fotografa «vero segno distintivo di ogni persona», o che, dentro fermi immagine, possono bloccare il tempo in un set cinematografico. Storie di vita vissuta in due giornate insieme all’atleta paralimpico Andrea Devicenzi o nelle manifestazioni di protesta alle politiche del Governo a Praga. Giovani fotografi che hanno dato voce alla società di oggi. •