L’ARTE AFRICANA DAL RITO AL MITO

«Hic sunt leones» da domani, a Brescia: un progetto di Comune, MoCa, Macof e CarmeCultura visiva sotto i riflettoriPercorsi nell’arte africana, dal rito al mito» in città
«Hic sunt leones» da domani, a Brescia: un progetto di Comune, MoCa, Macof e CarmeCultura visiva sotto i riflettoriPercorsi nell’arte africana, dal rito al mito» in città
Elia Zupelli 14.11.2019

Dai nuovi dandy stilosi e frivolissimi in abito rosa shocking ai domatori di iene fotografati con poetica turbativa da Pieter Hugo, dal tribalismo esoterico dei riti voodoo alle policromie di una pittura intensa e radicale, i ruggiti creativi del Continente Nero di ultima generazione divampano al MoCa propagandosi fino a Carme, canalizzati in un progetto espositivo, scientifico e divulgativo integrato e diffuso il cui è obiettivo è «suggerire un primo percorso sulla cultura visiva africana moderna e contemporanea». Oltre la superficie, oltre gli stereotipi, oltre la banalità dell’apparente. «MISTICA, selvaggia, inferno soffocante, paradiso del fotografo, il Valhalla del cacciatore, l’Utopia dell’avventuriero, ultimo vestigio di un mondo morto o la culla di uno nuovo e lucente»: in quel sottile spiraglio da cui poi si irradiano infinite sfaccettature e orizzonti possibili ha preso forma «Hic sunt leones. Percorsi nell’arte africana, dal rito al mito», mostra frutto della collaborazione tra l’Assessorato alla cultura, MoCa, Macof e Carme, che intende sottolineare «come la nostra città la sua provincia abbiano da sempre una particolare attenzione per le culture del continente africano». Testimoniata «dalle collezioni cittadine di arte africana tra le quali la fondazione Sarenco a Salò, dalla presenza di artisti africani in alcune delle più prestigiose gallerie d’arte cittadine, dalla profonda esperienza di solidarietà sociale che Brescia ha saputo dare in tema di accoglienza». Il percorso si articolerà in tre sezioni: due all’interno di MoCa, fino al 6 gennaio, più l’estensione allestita al Carme, fino all’1 dicembre. Curata da Albano Morandi e Gianvirgilio Cugini, «Africa now» raccoglie una collezione di opere realizzate da una serie di artisti provenienti da Costa d’Avorio, Mali, Sudan, Ghana, Marocco che, grazie all’interesse del mercato internazionale, sono oggi al centro di un dibattito; «Sguardi italiani sul continente africano» si stagliano nella sala ex Albero della vita, selezionati dai curatori Renato Corsini e Carolina Zani e impressi negli scatti – fra gli altri - di Uliano Lucas, Nicola Sansone e Daniele Tamagni; ancora, «Regine d’Africa», proprio grazie ai prestiti della Fondazione Sarenco, delinea un punto di vista femminile rispetto alla cultura visiva africana moderna, svelato attraverso l’ingegno e le opere di 5 tra le più significative artiste dell’Africa Subsahariana. Dal Senegal al Madagascar, un viaggio multiforme ideato da Valeria Magnoli, Federica Scolari e Ylenia Patuzzi con l’obiettivo di «scostarsi dal mito ‘del buon selvaggio’ e dalla necessità di ritrovare in queste produzioni un’espressività arcaizzante e incorrotta, sentimenti che hanno dominato tutta la prima metà del Novecento». Venerdì triplice inaugurazione: al MoCa l’appuntamento è fissato per le 18.30, dalle 20.30 virata a Carme, sonorizzata per l’occasione dall’«Oasi» downtempo di Marco Obertini; a completare il progetto, nelle prossime settimane si susseguiranno percorsi culturali tematici, talk, workshop didattici e performance curati da Acme Art Lab e Ilaria Bignotti, oltre a laboratori d’arte e percorsi sensoriali per bambini in collaborazione con Artinido di Sara Maccarinelli. • © RIPRODUZIONE RISERVATA