Turati, ascesa e declino Emilio Gentile racconta

Lo storico Emilio Gentile
Lo storico Emilio Gentile
S.MAL. 30.11.2019

La storia di Brescia come lente d’ingrandimento per analizzare la grande Storia, attraverso i personaggi che l’hanno influenzata. Anche controversi. È il caso di Augusto Turati, giornalista e segretario del partito fascista, figura al centro del terzo incontro della rassegna «Storie Bresciane», realizzata dal Ctb con il Centro Studi RSI, in programma oggi alle 10.30 al Teatro Sociale. A RACCONTARE in una lezione-incontro la controversa figura di Turati sarà lo storico Emilio Gentile, tra gli studiosi più autorevoli del ventennio, affiancato dalle letture dell’attore bresciano Fausto Cabra, per un ritratto a tutto tondo di una drammatica parabola politica. «Turati è stato una figura tipica dell’Italia del primo Novecento - racconta Gentile - L’interventismo e l’esperienza della guerra lo predispongono al partito fascista, anche se non fu quello che si definisce un fascista della prima ora. In breve tempo diventa una figura di spicco, e dal 1926 al 1930 è segretario del partito fascista». La storia di Turati è indissolubilmente legata a quella di Brescia. «È stato artefice della conquista del potere totalitario attraverso il controllo della città e la fondazione di uno squadrismo provinciale. Da storico, mi interessa mostrare come dall’attività locale Turati abbia tratto motivo di estendere la sua personale concezione del potere, attraverso l’esercizio della violenza, delle minacce e il predominio della città prima ancora della nascita del potere unico nazionale». Una figura dall’arguta furbizia, che da giornalista lo porterà a dirigere La Stampa e a lavorare come inviato per il Corriere della Sera. Ma che fu anche la sua rovina. «Mentre era segretario, come scrittore e come oratore fu particolarmente abile nel conquistare autorevolezza. Proprio per questo si attirerà le invidie dei dirigenti del partito e persino di Mussolini. Il Duce era geloso di tutti quelli che riuscivano a distinguersi. Fu radiato e mandato al confino». © RIPRODUZIONE RISERVATA