Fuorinorma oltre il buio della quotidianità

«La Scimmia», di Giuliana Musso: ha concluso la rassegnaIl dinamismo di «Tordre»
«La Scimmia», di Giuliana Musso: ha concluso la rassegnaIl dinamismo di «Tordre»
Andrea Turla 12.11.2019

Si torna alla normalità. Il festival Fuorinorma «Che mostro che sei», a Brescia da giovedì a domenica scorsi, è finito, ma ha decisamente lasciato traccia: la voglia di spalancare porte di immaginazione e finestre di bellezza, illuminando le zone d’ombra dove si nasconde ciò che sfugge alle definizioni. Il primo giorno i versi carichi di luce di Mariangela Gualtieri hanno invitato il pubblico a guardare oltre il buio della realtà, in un mondo da cui filtra lo splendore delle piccole cose: l’infanzia, la natura, l’amore. La potenza di «Vedo ancora una piccola porta» ha spogliato gli spettatori dei residui di banalità che restano appiccicati dopo le giornate normali, preparandoli a cogliere le magie dei giorni successivi. Il venerdì «Bestia rara reloaded» della nutrita compagnia Somebody Teatro: almeno 50 attrici strette sul palco, per sottolineare che più siamo, e più diversi siamo, meglio è. Sabato Ann Lora Joudkaite e Annie Hanauer, danzando in «Tordre» di Rachid Ouramdane, hanno insegnato che una vocazione autentica è meravigliosa nonostante e anzi in virtù dell’anormalità: per Annie il suo braccio meccanico, per Ann Lora la gioia di ruotare su se stessa. L’ULTIMA sera, «La Scimmia» di Giuliana Musso: una passeggiata da funambolo sul confine tra uomo e animale. Per resistere ai suoi carcerieri una scimmia catturata nella giungla smette d’essere scimmia e si costringe a diventare uomo. Con un talento affinato da anni d’addestramento teatrale, Musso s’infila nelle pieghe dell’evoluzione e scova il punto in cui scendemmo dai rami. «Valori morali, virtù cognitive, razionalità: liberazione dal corpo animale», ma soprattutto la parola, «tappeto volante con cui abbiamo raggiunto le vette del pensiero». Lo spettacolo non è una celebrazione dell’intelletto, anzi: insinua il dubbio che nell’essere umano ci sia più animalità - e mostruosità - di quanto vorremmo credere. In mezzo al teatro tanta arte, fumetti, dibattiti, sleep concert: «Non dimenticheremo questa edizione - commenta Beatrice Faedi di Somebody Teatro, organizzatore di Fuorinorma -. Non abbiamo mai ricevuto così tanti grazie e ospitato così tanti artisti, nazionali e internazionali. Non possiamo che dire, a nostra volta, grazie: soprattutto al pubblico». • © RIPRODUZIONE RISERVATA