I «pirati» dell’acqua?
Impuniti e premiati

La Leonessa
La Leonessa
30.09.2019

È servita una manifestazione per ricordare che nel Bel Paese le regole e le leggi valgono solo per chi non conta nulla, e che l’ambiente è sempre una specie di terra di nessuno; o meglio dei potenti (e ricchi) che nessuno costringe alla legalità. Sono stati necessari presidi e striscioni piazzati sopra torrenti in agonia per ricordare che, nonostante la volontà popolare, l’acqua è già un bene privato. Almeno in Valcamonica, ma non solo lì, dove non pochi produttori idroelettrici grandi e piccoli si permettono di prosciugare più di un torrente fregandosene di concetti come deflusso minimo vitale e decenza. Nessuno colpisce questi abusi continui, e anzi, per ironia della sorte i pirati dell’acqua sono pure premiati: dagli incentivi per le fonti rinnovabili che noi derubati paghiamo in bolletta.

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