Lavoro al tempo del
Covid-19: effetti su
salute e sicurezza

A cura di Publiadige

Lavoro al tempo del Covid-19: effetti su salute e sicurezza
Lavoro al tempo del Covid-19: effetti su salute e sicurezza
03.07.2020

In che misura il lavoro influisce su salute fisica e mentale e come cambia in epoca di Covid-19? Interrogativi di stretta attualità che vengono affrontati in un recente sondaggio commissionato da Lenstore, tra le aziende più importanti a livello internazionale nel settore della vendita online di lenti a contatto. I dati fanno chiarezza sulla percezione delle problematiche legate alla pandemia, declinate in ambito lavorativo, e più in generale sull’incidenza della propria professione sulla salute. Questioni senza dubbio delicate, e che lasciano più di uno spunto di riflessione.  

L’incidenza del lavoro dal punto di vista della salute fisica e mentale

Il 47% degli intervistati ha comunicato preoccupazione per la propria salute fisica e mentale, perché può essere compromessa nei contesti lavorativi. Mentre il 18% ha deciso di prendersi delle pause per effetto di condizioni fisiche o mentali derivanti dal lavoro. A determinare, in misura prevalente, le assenze lavorative sono emicrania/mal di testa e stress.

Se il fenomeno viene osservato in termini di distribuzione geografica, Ancona e Bologna sono le città in cui gli intervistati rivelano di aver preso, in media, 17,5 giorni di malattia a causa del lavoro nel corso del 2019. Analizzando invece stress e depressioni determinati dal lavoro, il sondaggio porta all’attenzione anche altre città.

I più stressati sono i residenti ad Ancona: oltre l’80% degli intervistati ha avuto problemi di stress causati da lavoro. Mentre per la depressione il primato va a Trieste, ne soffre il 50% dei lavoratori coinvolti nel sondaggio.

A fenomeni quali stress e depressione s’aggiunge la sensazione di uno scarso interesse da parte del datore di lavoro. Il 42% del campione dichiara infatti che l’azienda per cui lavora potrebbe migliorare le misure relative a salute e sicurezza. Mentre per il 41% la tutela dei lavoratori andrebbe presa più seriamente.

Sono stati presi in considerazione 14 settori lavorativi. Il 24% di quanti operano nella manifattura, il 18% di chi lavora nella vendita al dettaglio, nel catering e nel lusso e il 16% di coloro che sono attivi nell’ambito arte e cultura non ritengono che i datori di lavoro prendano la loro salute e sicurezza seriamente.

Gli effetti del Coronavirus nel mondo del lavoro

Se vengono messi in relazione i contesti lavorativi che hanno preceduto l’epidemia con quelli attuali, ancora caratterizzati dagli effetti del Coronavirus, emerge la preoccupazione per oltre il 60% degli operatori sanitari in merito all’esposizione a rischi di infezione. Chi invece è impegnato nel settore delle Scienze e nell’industria farmaceutica corrisponde alla categoria cui è associato il maggior numero di giorni di malattia per effetto di una condizione generata dal lavoro (17,5 giorni nel corso dell’anno).

In merito a ulteriori aspetti conseguenti la pandemia, meno del 20% del campione preso in esame è convinto che il frangente emergenziale provocherà un miglioramento quanto a salute e sicurezza sul lavoro. A condurre a questa conclusione sarebbero diverse ragioni, quali sono le principali? L’analisi commissionata da Lenstore mette in luce tre aspetti:

  • La salute e la sicurezza sul posto verranno prese più seriamente (15%);
  • Migliori attrezzature di sicurezza e in maggiori quantità (14%);
  • Maggiore comunicazione delle norme di salute e sicurezza a lavoro (10%).

Va tuttavia rilevato che per il 58% degli intervistati il Covid-19 avrà un impatto negativo sulla salute e la sicurezza sul luogo di lavoro. Perché? Il 30% dichiara che le aziende si focalizzeranno maggiormente su questioni economiche e profitti, invece di investire in sicurezza.