Cellino in aula
a Cagliari per il
processo-stadio

Massimo Cellino
Massimo Cellino
21.03.2019

«Mai saputo nulla di recinzioni. Pensavo ci fosse già una recinzione, così come pensavo ci fosse già l’illuminazione e il campo. Invece oltre ai parcheggi abbiamo dovuto spendere milioni di euro in più. Se l’avessi saputo non avrei mai deciso di andare a Quartu, mi sarebbe convenuto di più portare in charter i tifosi a Trieste per sempre e avrei evitato la prigione». È un Massimo Cellino scatenato quello che ha risposto alle domande del pm Enrico Lussu al processo a Cagliari che lo vede imputato, con altre due persone, per le presunte irregolarità nella realizzazione dello stadio di Is Arenas, a Quartu Sant’Elena, scelto nel 2012 come alternativa per l’indisponibilità del Sant’Elia per le gare di serie A. Una vicenda per la quale Cellino, assieme all’allora sindaco quartese Mauro Contini e all’ex assessore Stefano Lilliu, era finito in carcere per alcuni mesi nel febbrario 2013 su ordine di custodia cautelare. L’attuale presidente del Brescia Calcio ha più volte incalzato il pm, soprattutto quando il magistrato gli chiedeva della recinzione e della cabina elettrica.