La Valgobbia lancia un salvagente ai giovani

Alcuni degli educatori alla pari del progetto Giovani per Lumezzane
Alcuni degli educatori alla pari del progetto Giovani per Lumezzane (BATCH)
Marco Benasseni 18.02.2018

Non è mai stato facile essere adolescenti, ma forse oggi ci sono delle difficoltà in più. Per fortuna, in un momento storico in cui il dito è puntato contro la generazione Neet (quelli che non studiano e non lavorano), almeno a Lumezzane tira un’aria differente. Sono infatti loro, i ragazzi, i protagonisti di un progetto promosso dal Comune e dalla cooperativa Il Mosaico per coinvolgere gli adolescenti in alcuni laboratori tematici che stanno per iniziare. Alla base del progetto «Giovani per Lumezzane» c’è stato un periodo di formazione per spiegare alla squadra, composta da 12 membri tra i 16 e i 20 anni, il concetto di «peer education», l’educazione tra pari. Grazie all’aiuto dei tre coordinatori, Linda Garneri, Paolo Ghio ed Elena Mori, i «peer» sono oggi in grado di muoversi in piena autonomia per coinvolgere i ragazzi delle medie con azioni di stimolo che partiranno in primavera. «Inizieremo con un laboratorio di fumettistica - anticipa Andrea Montini - tenuto dal disegnatore professionista Andrea Mutti insieme all’associazione Amici dell’arte e al consiglio comunale dei ragazzi». L’obiettivo è in effetti quello di aprirsi al territorio e fare rete con le diverse realtà vicine e sensibili a determinati temi. «Ci sarà poi un silent party in collaborazione con l’associazione Quelli della Piazza - prosegue Sidy Casse, uno dei volti dell’ultima edizione di XFactor -; un’occasione per divertirsi ma anche per parlare di inquinamento acustico». PER CATTURARE gli adolescenti non poteva mancare la moda del momento: la cucina. Per questo sarà organizzato un contest alla MasterChef insieme al comitato commercianti. La quarta azione, pensata insieme all’Unione delle associazioni sportive, prevede un evento sportivo in cui saranno coinvolti alcuni agonisti valgobbini arrivati a grandi livelli. A chiudere il programma un corso di videomaking per insegnare le basi del montaggio, l’utilizzo dei software, ma anche «conoscere i social che hanno lanciato nuovi lavori: influencer e youtuber in primis». Tra i giovani che stanno costruendo il calendario ci sono anche Youssef Agajjou, Diego Bonardi e Andrea Tavani, un diversamente abile di 19 anni che è stato ben felice di essere coinvolto in questa esperienza. Il progetto, gestito in totale autonomia, si sta trasformando in un percorso che dovrebbe stimolare le capacità organizzative, caratteristica molto apprezzata dai chi si occupa di risorse umane nel mondo del lavoro. In attesa del via ai laboratori è già possibile partecipare ai tavoli di discussione organizzati per i ragazzi dai 16 ai 20 anni nello «Spazio delle idee», al quarto piano del centro commerciale «Noal», il martedì e il giovedì dalle 16,30 alle 18,30. Come anticipato poco sopra, tra i partecipati al Progetto giovani di Lumezzane c’è anche Sidy Casse che, dopo aver superato le audizioni di XFactor 11, è arrivato ai Bootcamp senza però riuscire a farsi scegliere da Fedex, uno dei giudici della scorsa edizione. Il giovane di Lumezzane, studente del Moretto di Brescia, ha 19 anni, lavora come cameriere in una pizzeria di Sarezzo e nel tempo libero si dedica alla musica. «GAREGGIAVO per la categoria “under uomo” - racconta il musicista -. Dopo i casting a Milano e le selezioni di Torino ho partecipato a due puntate in tv fino ad arrivare ai Bootcamp di Livorno. È stato un percorso importante per uno come me che canta, suona la chitarra e le tastiere. Uscire dal bresciano e suonare davanti alle telecamere è stata un’esperienza che mi ha insegnato a stare sul palco, uno tra i più difficili e competitivi. È stato impegnativo ma mi ha aiutato a crescere». I progetti per il futuro? «Quest’anno vorrei fare un ep (un mini album) con il gruppo Cold light speakers e con lo studio Clockbeats di Brescia per fare uscire degli inediti». •