La croce alpina brilla ancora

Gli «elettricisti» della croce alpina di monte Conche
Gli «elettricisti» della croce alpina di monte Conche (BATCH)
04.07.2017

I luoghi della memoria hanno bisogno di visibilità, ed è proprio per questo che l’intervento di «soccorso» portato a termine dalle penne nere della Valgobbia ha un valore speciale. Al centro dell’attenzione la croce del monte Conche di Lumezzane, un simbolo non solo religioso per tanti valgobbini che amano trascorre le giornate di festa a pochi minuti da casa che è tornato a illuminarsi in memoria dei caduti.

La riaccensione è avvenuta in occasione del settantesimo del manufatto, che era stato posato dai reduci dal fronte in memoria dei commilitoni caduti. Al buio da qualche tempo, il simbolo è tornato a splendere nelle ore notturne grazie a cinque alpini aiutati da alcuni amici che hanno preso luci e cavi elettrici per illuminare nuovamente dall’alto la Valgobbia per alcune settimane.

L’iniziativa è stata decisa ed è stata attuata dal gruppo Ana di San Sebastiano, i cui volontari ogni 5 anni si improvvisano elettricisti per tener viva la memoria. Ma quest’anno c’è stato qualcosa di diverso. Grazie ai consigli e al sostegno di una coppia di Agnosine, la corrente per l’illuminazione a led della croce viene fornita da una batteria alimentata da un pannello solare. Come accade già sul monte Prealba vicino a Bione. «Un ringraziamento particolare va rivolto proprio a Sergio e alla moglie, la coppia che ci ha aiutato - commenta l’alpino Enrico Archetti -, per essersi impegnati con noi per far brillare la nostra croce».

È stata una delle tante iniziative che il gruppo di San Sebastiano ha concepito per non dimenticare il sacrificio spesso estremo di tanti che è stata la causa della libertà di oggi. M.BEN.

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