Anziani «perduti»
La ricerca sbarca
nella casa di riposo

06.09.2017

La ricerca geriatrica sbarca nella casa degli anziani di Lumezzane. Succede grazie a un’intesa tra La residenza «Le Rondini» e la facoltà di Psicologia dell’Università cattolica di Milano e Brescia, e a occupare la scena è un progetto di studio sulle malattie cerebrali degenerative che coinvolge 50 ospiti alle prese col morbo di Alzheimer al primo e secondo stadio.

L’ACCORDO che vede protagonista la Fondazione che gestisce la Rsa preve un inedito lavoro di analisi il cui obiettivo dichiarato è migliorare la qualità della vita degli ospiti. La coordinatrice delle attività è Michela Balconi, docente di Neuropsicologia e Neuroscienze cognitive dell’ateneo coinvolto. «Si è partiti con l’individuazione di soggetti con specifiche caratteristiche, che potessero soddisfare alcuni criteri - spiega la dottoressa Monica Zanca che ha fatto i primi incontri valutativi -. Un grosso lavoro di informazione è stato fatto con i familiari di ogni ospite che è poi stato incluso nel progetto, in egual modo si è proseguito con i volontari che hanno via via aderito».

Entrando almeno in parte nei dettagli, l’operazione prevede l’assegnazione di attività cognitive associate a a una neuromodulazione, e ogni paziente viene sottoposto a rilevazioni elettroencefalografiche prima e dopo le sedute per verificare i cambiamenti nell’attività del cervello; senza dimenticare la verifica dei singoli tempi di reazione. «I risultati preliminari sono incoraggianti - prosegue Zanca - e ci aspettiamo che questi metodi possano essere utilizzati anche da altre strutture, per poter migliorare non solo la vita delle persone ricoverate, ma anche dei familiari».

TUTTO ciò avviene mentre a Le Rondini progettano di realizzare e aprire un ambulatorio di Neuropsicologia con personale specializzato in Geriatria, Neuroscienze e Neuropsicologia: una struttura che possa essere frequentata non solo dai pazienti interni ma anche dagli esterni.M.BEN.

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