È caccia scatenata alle balie
Già denunciate sette persone

Una balia nera catturata sullo sfondo di un mucchio di «sep»
Una balia nera catturata sullo sfondo di un mucchio di «sep» (BATCH)
02.09.2017

Una volta c’era il Noa (Nucleo operativo antibracconaggio), adesso c’è il Soarda (Servizio operativo antibracconaggio e reati a danno degli animali), ma la sostanza non cambia molto. La nuova definizione è figlia dello scioglimento del corpo forestale dello Stato e della nascita dei carabinieri forestali, e il reparto scelto continua a essere una grande risorsa per il contrasto dei reati venatori.

LO DICONO anche i numeri di una operazione di questi giorni, che vede impegnato il gruppo nella repressione del bracconaggio dedicato alle balie nere: piccoli uccelli insettivori particolarmente protetti che migrano con largo anticipo rispetto alle altre specie. Sono sette le persone sorprese e denunciate finora, a volte nell’ambito di ritrovamenti dai contorni clamorosi.

Clamorosi sono in effetti i numeri del blitz avvenuto all’interno di una grande proprietà privata sul territorio di Lumezzane, con la denuncia del titolare - un noto industriale valgobbino - e di due custodi uccellatori. In questo sito raggiungibile da Faidana e dotato anche di appostamenti di caccia interni, i richiami elettroacustici e una settantina di volatili veri attiravano le balie e non solo in un sistema di 135 metri di reti. Metri che sono diventati 400 contando anche i tramagli solo immagazzinati nella proprietà insieme ad alcuni fucili non denunciati. La perquisizione ha poi portato alla scoperta di un «registro contabile» sul quale era stata annotata la vendita in pochi giorni di ben 600 uccelli catturati.

Altre due persone, zio e nipote, sono state denunciate in sequito a un appostamento nella località pisognese di Passabocche. Gestivano una tesa di una decina di «sep» e avevano catturato una balia, e il più giovane dei due, poi rintracciato, è fuggito su una moto fuoristrada non assicurata pur essendo minorenne e privo di patente.

Tornando a Lumezzane, nella località Poffe i carabinieri forestali del Soarda hanno bloccato un capannista che aveva sfruttato il suo appostamento per piazzare due reti e 10 sep; e per sparare alle balie miracolosamente sopravvissute a questo armamentario con una carabina ad aria compressa dotata di cannocchiale. Infine, sul territorio di Nave, un altro migratorista è finito nei guai per aver piazzato sul terreno e sugli alberi attorno al suo capanno ben 100 trappole che avevano già catturato 21 uccelli protetti.

I carabinieri forestali non commentano le operazioni, ma lo fa Alexander Heyd, direttore generale dell’associazione Cabs (Committee against bird slaughter) attiva da decenni anche nel Bresciano: «Questi bracconieri sono tutti cacciatori e capannisti in particolare. Se fossero solo uccellatori verrebbero facilmente isolati, invece godono di appoggi politici a tutti i livelli. Brescia continua a essere al primo posto in Italia per l’illegalità venatoria». P.BAL.

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