Elisa e Daniela, un «sì» contro i pregiudizi

Daniela Puliga ed Elisa Manessi: il loro «sì» sarà il primo a Sarezzo tra due persone dello stesso sesso
Daniela Puliga ed Elisa Manessi: il loro «sì» sarà il primo a Sarezzo tra due persone dello stesso sesso (BATCH)
Marco Benasseni11.10.2017

Galeotto fu il Piccolo Principe. Che messe da parti asteroidi e rose vanitose, questa volta ha indossato le alucce da Cupido e con le proverbiali frecce a forma di cuore ha fatto innamorare due giovani ragazze: Daniela Puliga, 29 anni, ed Elisa Manessi, di un anno più grande.

UN INCONTRO fortuito dal quale è nata una relazione che pare funzionare alla grande. Elisa, decisa a tatuarsi prima o poi il protagonista del racconto di Antoine de Saint-Exupéry, ha visto per caso su Facebook un post di Daniela dedicato al Piccolo Principe e così hanno iniziato a scriversi. Questo accadeva nell’estate del 2016, poi a novembre c’è stato il trasferimento a Sarezzo e il prossimo 27 ottobre ci sarà l’unione civile in municipio, la prima celebrazione dopo il ddl Cirinnà. Sarà una festa per pochi intimi per contenere le spese, visto che c’è già in progetto l’arrivo di un bebè. Elisa, originaria di Polaveno, e Daniela, gardonese di nascita vissuta a Zanano fino alla convivenza, stanno insieme da un anno e 3 mesi e vivono a Sarezzo dallo scorso novembre.

«Quando siamo andate in municipio per chiedere informazioni siamo state accolte nel migliore dei modi - raccontano - Siamo state le prime, ce l’hanno detto subito».

Estranee a fenomeni di discriminazione sia in famiglia che sul lavoro, entrambe operaie, hanno condiviso con gioia la notizia con amici e colleghi, portando a casa solo abbracci e congratulazioni.

«RISPETTO a dieci anni fa il mondo è cambiato - racconta Daniela - Purtroppo la gente ignorante esiste ancora, ma il muro dei tabù sta crollando. È solo questione di tempo: vogliamo pensarla così».

«Quando andiamo nei locali a volte la gente parla di noi alle nostre spalle - aggiunge Elisa - Inizialmente eravamo infastidite, adesso non ci facciamo quasi più caso. Le coppie che si nascondono sono sempre meno e questi sono piccoli grandi passi». Eppure le unioni civili in Italia sono ferme al palo e la Valtrompia è in linea con le statistiche nazionali con pochissimi sì: perché questa scelta in controtendenza?

«Quando decidi di farti una famiglia vuoi qualche sicurezza in più - rispondono a una voce - Coppie gay ne conosciamo tante, ma nessuna ha fatto il grande passo. Al contrario dei nostri, molti genitori fanno ancora fatica ad accettare un figlio omosessuale». La scelta dell’unione civile è inoltre collegata alla volontà di mettere su famiglia. Hanno infatti iniziato il percorso per avere un figlio: Elisa sarà la madre biologica e a novembre invece del viaggio di nozze voleranno in Spagna per l’inseminazione artificiale. Quanto vi è costata questa decisione? «L’inseminazione 950 euro, prima ci sono diverse visite non mutuabili da fare in Italia per le quali abbiamo speso 400 euro. Poi ci sono i costi del viaggio e di soggiorno -spiegano - Avremmo speso anche di più se avessimo avuto la possibilità di farlo in Italia. Dispiace dover andare in un altro Paese». «Elisa avrebbe voluto un matrimonio in grande - conclude Daniela - ma viste le spese di questo periodo abbiamo pensato di fare la cerimonia oggi e una grande festa più avanti».

Condividi la notizia