Addio al
medico dei
più fragili

Luigi «Gino» Franzoni, 58 anni
Luigi «Gino» Franzoni, 58 anni
M.BENA. 17.09.2018

Nave piange Luigi Franzoni, il medico dei «nonni» come veniva chiamato per sublimare la dedizione nei confronti dei suo anziani pazienti. Il geriatra si era fatto apprezzare da tutti svolgendo la libera professione, ma soprattutto mettendo le sue qualità mediche nelle Case di riposo Rsa di Nave, Lumezzane, Concesio, Bovegno, Gussago e Villanuova. Il professionista è stato strappato alla sua «missione» e alla sua famiglia a soli 58 anni da un attacco di cuore. Da una settimana era ricoverato in ospedale per i postumi di un infarto. L’altra notte una seconda crisi cardiaca non ha lasciato scampo a «Gino» - come era conosciuto da tutti - che lascia la moglie Cristina Pezzi e le figlie Silvia e Giulia. «Ha avuto un infarto mentre era in Conche con il fratello e un amico - racconta la moglie -. Era stato operato con successo ad inizio settimana, ma durante l’intervento i medici avevano riscontrato un altro problema che lo ha trattenuto ancora qualche giorno in reparto. Stava bene, si stava riprendendo, ma sabato sera si è aggravato. Lo hanno trovato a terra vicino al suo letto, probabilmente per un tracollo del cuore». Ad unire la moglie, gli amici e i pazienti c’è il ricordo di una grande persona che ha dedicato la vita agli altri. La medicina era la sua unica vera passione e per la sua professione aveva tolto tempo a se stesso e alla sua famiglia. Solo ultimamente si era ripromesso di ritagliarsi spazi per andare in montagna, fare movimento e rallentare un po’. «Luigi si era costruito da solo, partendo da zero: non gli è mai stato regalato nulla - ricorda Cristina Pezzi -. Per tutti noi è stato un modello come uomo e come medico». A farsi portavoce dello stato d’animo dei colleghi è Paola Ferri: «Ho perso uno stimato collega e un amico, ma credo che la comunità abbia perso un grande essere umano, nel vero senso della parola. Mi rimane tanto del dottor Franzoni e uno spiraglio di quel Luigi che ogni tanto compariva per far star bene tutti. Sono convinta che il medico lo si debba fare cosi: senza aspettarsi nulla in cambio, mossi dalla passione non certo dal denaro». Franzoni era da sempre impegnato nell’umanizzazione delle cure. La data dei funerali non è stata ancora fissata. •