«Via la doppia strettoia dal centro di Nozza»

Cerchiato in rosso l’edificio che si pensa di abbattere per eliminare la pericolosa strettoia di NozzaLa strettoia sulla 237 salendo da Sud a NordL’imbocco della strettoia muovendosi verso Sud
Cerchiato in rosso l’edificio che si pensa di abbattere per eliminare la pericolosa strettoia di NozzaLa strettoia sulla 237 salendo da Sud a NordL’imbocco della strettoia muovendosi verso Sud
Massimo Pasinetti 29.07.2018

La variante prima o poi arriverà (quanto prima e quanto poi è tutto da vedere), ma in quel di Vestone, fedeli alla massima «chi ha tempo non perda tempo», hanno deciso di mettere le mani avanti e di provare a risolvere (almeno in parte) il problema da soli. E così, aspettando la tangenzialina che da Barghe porterà a Vestone Nord, bypassando la doppia strettoia di Nozza prima e dopo la rotonda per Casto, sta muovendo i primi passi un intervento che servirà ad alleggerire il peso del traffico e a mettere in sicurezza la zona. UNA SOLUZIONE di ripiego e di estrema urgenza, che elimini la doppia strettoia e metta una pezza all’attuale situazione caotica. In cabina di regia il Comune di Vestone e la Comunità Montana di Valle Sabbia, per un intervento che avrebbe un costo complessivo di circa 1 milione di euro. «Abbiamo predisposto uno studio sulla questione - spiega il sindaco di Vestone Giovanni Zambelli - e a breve lo sottoporremo agli enti superiori perché si muovano per i necessari finanziamenti. Comune e Comunità Montana faranno la loro parte, anche dal punto di vista economico, ma è necessario che Regione Lombardia, Provincia di Brescia e Provincia Autonoma di Trento ci diano una mano». «Abbiamo già informato anche i proprietari dell’edificio da abbattere per eliminare le strettoie - casa Vaglia - e i gestori delle due attività commerciali che dovranno traslocare - una macelleria e un bar, che si sposteranno sul lato piazza - una volta ottenuto il loro consenso, se ci saranno i fondi si potrà partire subito con i lavori». I fondi serviranno per acquistare il lungo edificio e per la sua demolizione, per ricostruire i due esercizi commerciali e per posare l’arredo urbano (il marciapiede, assente da un lato e molto stretto dall’altro). «La Regione ci dice che per la variante di Lavenone, da Vestone Nord a Idro - spiega il presidente comunitario Giovanmaria Flocchini - i lavori inizieranno nel 2019. Ma per sul fronte viabilità resteranno comunque da risolvere le questioni strettoie a Nozza e ad Anfo. E se per Anfo saranno abbattuti alcuni edifici per ricavare gli spazi necessari, per Nozza il primo obiettivo è quello di riunire attorno a un tavolo tutti gli attori interessati - compreso il Bim del Chiese - e insieme cercare le risorse». COMUNE e Comunità Montana insomma ci sono: ora tocca agli altri interlocutori istituzionali muoversi e mettere a disposizione le risorse necessarie. «Il problema va subito risolto, perché assume contorni sempre più preoccupanti. Certo, la soluzione della variante resta quella ottimale, ma i tempi sono molto lunghi e Nozza non può più aspettare». A margine anche la proposta di realizzare un sottopasso pedonale che renda il traffico più scorrevole e garantisca la sicurezza degli utenti deboli. Ma per questo servono altri soldi: se ne parlerà in futuro. «I lavori - spiega il consigliere comunale di Vestone Roberto Facchi, che da anni segue la vicenda da vicino - devono partire prima che partano quelli per realizzare la variante di Lavenone. Altrimenti a Nozza la situazione rischia addirittura di peggiorare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA