Il bracconiere «esibizionista»
ci rimette la preda e la carabina

Uno scorcio di Levrange, il paese di residenza del cacciatoreLa carabina sequestrataI resti lasciati davanti al C7
Uno scorcio di Levrange, il paese di residenza del cacciatoreLa carabina sequestrataI resti lasciati davanti al C7 (BATCH)
09.07.2017

Il tema della certezza della pena e della prevenzione della reiterazione dei reati è al centro del dibattito da anni. Peccato però che non siano mai state trovate soluzioni, neppure relativamente agli illeciti venatori. Così, un cacciatore privato della licenza tempo fa per la sua attività di bracconiere è tornato in possesso dell’autorizzazione a sparare, e ne ha approfittato per dedicarsi a fucilare caprioli al di fuori di ogni regola. Ma anche per attuare una azione dimostrativa dal significato ipotizzabile ma non certo che lo ha fatto finire nuovamente nei guai.

BISOGNA partire da quest’ultimo fatto per ricostruire la vicenda, che è ambientata tra Levrange di Pertica Bassa, dove il bracconiere seriale vive, e Nozza di Vestone, dove ha sede (lungo la provinciale, all’incrocio dal quale parte la strada per le Pertiche) il Comprensorio alpino di caccia C7.

Sono stati proprio i responsabili del C7 a far scattare l’operazione condotta e portata a termine dal Nucleo ittico-venatorio della polizia provinciale, segnalando nei giorni scorsi l’abbandono, davanti alla porta d’ingresso della sede nozzese, di un sacchetto contenente i moncherini di due zampe e un orecchio appartenenti a un capriolo. Due anni fa era avvenuto un episodio analogo, e il Comprensorio ha subito avvisato la provinciale che, attraverso la propria attività investigativa e sfruttando anche le registrazioni della rete di videosorveglianza vestonese, è riuscita a ricostruire l’identità dell’autore del gesto.

Forse il bracconiere di Levrange voleva sottolineare il suo disprezzo per la politica venatoria del Comprensorio, o semplicemente dare prova della sua «bravura». Forse era stato sempre lui l’ideatore dell’azione dimostrativa di due anni fa, ma di certo non è stato bravo a tenersi lontano dai guai.

Una volta raccolti gli elementi necessari gli agenti della provinciale lo hanno raggiunto a casa, e a quel punto il valsabbino, che ha 66 anni, si è «arreso» consegnando alcuni sacchetti contenenti il resto del capriolo maschio da lui abbattuto e già macellato, e insieme la carabina Remington calibro 7 dotata di cannocchiale e di 14 proiettili con la quale faceva il ladro di selvaggina.

Arma e carcassa sono state sequestrate, e la seconda è stata consegnata al C7 che dovrebbe mettere all’asta le spoglie finanziando col ricavato interventi di ripristino ambientale, mentre il perticarolo è stato denunciato per caccia in periodo di divieto assoluto. Stavolta la licenza di caccia gli verrà sospesa per sempre? P.BAL.

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