Rifiuti, è «boom» differenziata

Il porta a porta a Nuvolera è partito nell’ottobre di due anni fa
Il porta a porta a Nuvolera è partito nell’ottobre di due anni fa
Claudio Cazzago24.10.2017

Dal 38% del 2014 al 72 del 2017: i primi due anni di porta a porta a Nuvolera (iniziato nell’ottobre 2015) hanno fatto segnare un vero e proprio boom della differenziata. Non solo: la quantità totale di rifiuti prodotti è crollata da 225 tonnellate mensili a 165, facendo registrare una diminuzione tendenziale positiva in termini ambientali.

«ABBIAMO superato nettamente l’obiettivo fissato dalla legge, che poneva al 65% il livello di differenziata - sottolinea l’assessore all’ambiente Stefano Dioni - e il dato già si è tradotto in un calo di circa l’8% della tassa sui rifiuti. Ciò su cui ora dobbiamo puntare è premiare chi auto-produce più concime mediante il compostaggio, a oggi circa un centinaio di residenti, e coloro che producono meno indifferenziato, oltre a punire severamente chi ancora abbandona l’immondizia», con multe che possono arrivare anche a 500 euro.

Riguardo al riciclo virtuoso, Nuvolera e Nuvolento stanno avviando in questi giorni un nuovo servizio, l’isola del riuso, illustrata nei due paesi mediante assemblee informative pubbliche.

Di che cosa si tratta? All’isola ecologica di Nuvolera verranno raccolti oggetti che sono stati scartati ma sono ancora utilizzabili. Si va dalle biciclette ai piccoli elettrodomestici, dalla mobilia alle enciclopedie: tutto verrà separato, stoccato, pulito e aggiustato, se necessario, dalla cooperativa Cauto, che gestisce la discarica comunale. Il materiale verrà poi messo in vendita nel negozio di oggetti usati aperto a Brescia, in via Mantova, dalla cooperativa: «Spigolandia». Quanto recuperato verrà commercializzato a prezzi bassi e parte del ricavato verrà reso al Comune sotto forma di buoni sociali a beneficio dei residenti.

«Un triplice risultato per la comunità - sottolinea l’ingegnere Augusto Tosi della Cauto - poiché per prima cosa viene ridotta la quantità di rifiuto solido urbano, quindi si risparmia sulla raccolta e si fornisce un servizio sociale, senza poi dimenticare che il nostro negozio dà lavoro ad alcune persone, incaricate della gestione e della vendita della merce». Soddisfatto l’assessore Dioni: «È stato calcolato che in Italia il 50% di ciò che buttiamo potrebbe essere riutilizzato, perciò questo nuovo servizio va nella direzione giusta, offrendo vantaggi ecologici ed economici».

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